Bologna - Garantire una manutenzione diffusa del territorio,
azione prioritaria per la riduzione del rischio idrogeologico;
dare risposta alle problematiche della montagna in termini di
dissesto attraverso azioni di mitigazione del rischio delle
principali aree in frana e di un’adeguata manutenzione dei
versanti; risolvere i principali nodi critici idraulici di
pianura che interessano molti dei capoluoghi
dell’Emilia-Romagna; attuare ulteriori interventi di messa in
sicurezza del litorale e di manutenzione straordinaria di opere
di difesa della costa.
Sono i
criteri fondanti del Piano regionale triennale
(2011-2013) per la prevenzione del rischio
idrogeologico, che rappresenta il primo passo del Piano
decennale di interventi per la sicurezza del territorio,
obiettivo del programma di governo del presidente Vasco Errani.
Per l’attuazione del Piano, la Regione può contare oggi su
risorse certe e pluriennali, da gestire in un’ottica di forte
integrazione con quelle connesse a eventi emergenziali di
protezione civile. Gli interventi facenti parte del Piano hanno
quindi la prerogativa di essere rapidamente cantierabili, in
risposta alle emergenze del territorio.
Le risorse del Piano triennale prevedono circa
183 milioni di euro, 154 dei quali derivanti
dall’Accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente, della
tutela del territorio e del mare (90 da fondi statali e quasi 65
milioni provenienti da risorse della Regione Emilia-Romagna). A
tali finanziamenti vanno aggiunti quelli derivanti dalle ultime
ordinanze di protezione civile che ammontano a circa 28 milioni
di euro.
Le opere previste in tale Accordo consistono in significativi
e strutturali interventi, come casse di espansione e
sistemazioni arginali. Altri interventi importanti riguardano le
grosse frane appenniniche e un ripascimento con sabbia di molti
tratti di costa in erosione.
Una quota significativa pari al 18% del totale
dell’Accordo, su richiesta della Regione, sarà destinata alla
manutenzione del reticolo idrografico e dei
versanti e potrà rispondere a fenomeni quali quelli recentemente
avvenuti nell’area emiliana. Le risorse erogate tramite le
ordinanze di protezione civile hanno come riferimento in
particolare gli eccezionali eventi meteorologici e alle intense
mareggiate che hanno colpito il territorio regionale
nell’inverno 2009-2010 e primavera 2010.
Il Piano è stato presentato questa mattina nella sede della
Regione, a Bologna, nel corso di un incontro cui hanno
partecipato il presidente della Regione, Vasco Errani,
l’assessore regionale alla Sicurezza territoriale, Difesa del
suolo e della costa, Protezione civile Paola Gazzolo,
il Commissario straordinario delegato all’attuazione
dell’Accordo di programma tra Ministero dell’Ambiente, della
Tutela del territorio e del mare e la Regione Emilia-Romagna,
Vincenzo Grimaldi, il presidente Anci
Emilia-Romagna Daniele Manca e il presidente
regionale Upi, Vincenzo Bernazzoli.
“E’ un Piano realmente operativo nel territorio”, ha rimarcato
l’assessore Gazzolo ricordando l’entità delle risorse e degli
interventi già programmati.”con il pieno coinvolgimento di
Comuni, Province, di tutti gli uffici territoriali che operano
sulla manutenzione del territorio”.
“La scelta strategica è prevenire – ha aggiunto il presidente
Errani -, non inseguire l’emergenza ma avviare una
programmazione che ci consente di fare un grande salto in avanti
nella messa in sicurezza del territorio dal punto di vista
idrogeologico, uno dei problemi fondamentali dell’Emilia-Romagna
e del Paese”.
“Inoltre – ha continuato il presidente della Regione – questa
programmazione consente di creare lavoro: molte imprese, la
stragrande maggioranza di questo territorio, saranno impegnate
per alcuni anni nella realizzazione di queste opere. Se
riuscissimo a portare questo ragionamento sul piano nazionale,
raggiungeremmo un duplice importante obiettivo: mettere in
sicurezza il territorio e allo stesso tempo dare un contributo
alla crescita dell’economia”.
L’Accordo di programma tra Ministero e Regione,
siglato alla fine dello scorso anno, è finalizzato alla
programmazione e al finanziamento di interventi urgenti e
prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico, dunque
volti alla salvaguardia della vita umana attraverso la riduzione
del rischio idraulico, di frana e di difesa della costa, sia
mediante la realizzazione di nuove opere che con la manutenzione
ordinaria e straordinaria.
Tra gli interventi strutturali inseriti nel Piano
triennale previsti ricordiamo la cassa di espansione
sul torrente Baganza (circa 10 milioni di euro dall’Accordo con
il Mattm e 2 milioni da ordinanze di protezione civile) che
aumenterà ulteriormente il livello di sicurezza della città di
Parma e del nodo idraulico di Colorno; gli interventi relativi
al sistema Panaro-Secchia per la difesa idraulica del territorio
modenese ammontanti a 4 milioni di euro per la cassa sul fiume
Secchia e circa 2 milioni per quella sul fiume Panaro. E ancora
interventi di messa in sicurezza della città di Modena
attraverso il completamento del diversivo Martiniana; interventi
nella bassa pianura bolognese a partire dal proseguimento della
cassa di espansione in località Bagnetto (Sala Bolognese,
Castello d’Argile) per ulteriori 7 milioni di euro (5 da Accordo
e 2 da Protezione civile); potenziamento della capacità di
smaltimento delle acque del sistema dei canali Vena e Tagliata a
Cesenatico per circa 2,25 milioni di nuove risorse. Per la costa
sono previsti 5,6 milioni di euro per interventi di ripascimento
a difesa dei tratti costieri in erosione; è previsto l’utilizzo
di sabbia dallo scanno di Goro e la realizzazione di un
sabbiodotto nel litorale riccionese.
In allegato: la ripartizione delle risorse
