Bologna - I
residenti in Emilia-Romagna sono 4.432.439
(2.281.302 femmine e 2.151.137 maschi), con un aumento
di 36.833 unità rispetto allo stesso periodo del 2010 (+0.84%).
I dati, aggiornati al
1 gennaio 2011 e
raccolti dall’ufficio Statistica della Regione
Emilia-Romagna in collaborazione con gli uffici statistica delle
Province, confermano ancora una volta il trend di crescita della
popolazione iniziato a metà degli anni novanta. Nonostante un
rallentamento rispetto all’incremento dello 0,91% registrato nel
2010, il ritmo di crescita si mantiene in linea con quello medio
dell’ultimo decennio. A livello provinciale l’intervallo di
variazione della crescita della popolazione va dal +1,2% della
provincia di Rimini, al +0,3% di Ferrara, che insieme alla
provincia di Piacenza, sono i territori che mostrano gli
incrementi inferiori alla media regionale. L’incremento
complessivo della popolazione residente negli ultimi 10 anni è
del 10,1%.
Secondo l’assessore regionale allo Sviluppo delle risorse umane
e Organizzazione
Donatella Bortolazzi “il trend
di crescita della popolazione, oramai consolidato negli ultimi
quindici anni, rappresenta un elemento positivo e una garanzia
per il futuro che si accompagna all’allungamento della vita. Ad
una popolazione come quella dell’Emilia-Romagna che si sta
trasformando e crescendo, occorre rispondere con nuove e
specifiche politiche territoriali e adeguati servizi. Conoscere
queste dinamiche rappresenta un elemento essenziale per definire
le politiche di programmazione settoriale e per tendere, con
equilibrio, ad una comunità solidale e coesa”.
Per quanto riguarda i residenti stranieri "il dato dimostra che
la crescita c'è, ma che si sta stabilizzando”, ha commentato
l'assessore alle Politiche sociali
Teresa Marzocchi.
La presenza straniera comporta indubbiamente un
“ringiovanimento” complessivo della popolazione regionale: un
“effetto” a cui noi guardiamo con grande interesse perché ci fa
ben sperare per il futuro, anche in un'ottica di sostegno al
mondo produttivo, al lavoro. E' un contributo fondamentale,
sotto tutti i punti di vista, a quella che sarà la società di
domani".
Diminuisce la fascia di età 15-39 anni.
Reggio Emilia la provincia più “giovane”, Ferrara la più
“anziana”
L’aumento della popolazione non riguarda tutte le fasce di età:
a livello regionale nell’ultimo decennio la popolazione di età
compresa tra i 15 e i 39 anni è diminuita di circa 60mila unità
mentre è aumentata in tutte le altre fasce di età. Solo la
provincia di Reggio Emilia fa registrare in tale periodo un
aumento (+3%) della popolazione nella fascia 15-39 anni, mentre
tra tutte le altre province con dato negativo, Ferrara, con
-13,7%, è quella col calo maggiore dei giovani. La provincia più
giovane dell’Emilia Romagna è Reggio Emilia, con il 15,2% della
popolazione sotto i 15 anni e poco meno del 20% anziana: il suo
indice di vecchiaia è pari a 128,8 (circa 1,3 anziani per ogni
giovane). Ferrara risulta la provincia più vecchia, dove solo il
10,9% della popolazione ha un’età inferiore a 15 anni, mentre
ben il 25,3% è anziana, raggiungendo un indice di vecchiaia di
231, pari quindi a 2,3 anziani per giovane (a fronte di una
media regionale di 1,7 anziani per giovane di età tra 0 e 14
anni).
Tiene il popolamento della montagna, soprattutto nel reggiano,
modenese e bolognese
In
termini di distribuzione territoriale negli
ultimi 10 anni cresce sia la popolazione residente in
pianura (+11,5%), sia quella in collina (+8,3%), sia in montagna
(+1,4%). L’aumento della popolazione in montagna è da attribuire
prevalentemente alla forte crescita registrata nel bolognese
(+8,1%) e nel modenese (+6,4%), mentre nel piacentino (-14,4%),
nel parmense (-6,2%) e nella provincia di Forlì-Cesena (-0,8%)
persiste la tendenza alla diminuzione. Per quanto
riguarda l’ultimo anno, mentre continua il trend
positivo delle popolazioni residenti in pianura (0,94%) e in
collina (+0,76%) è invece lievemente calata la popolazione
residente in montagna (-0,2%). Sulle aree montane i trend sono
differenziati infatti vi è un aumento nelle zone montuose del
reggiano e del modenese, mentre si registra una diminuzione
della popolazione nelle montagne delle altre zone.
Il
rapporto numerico tra anziani e bambini e i dati sulla
popolazione attiva
Continua a diminuire il rapporto tra anziani e
bambini, misurato dall’indice di vecchiaia: nel corso
degli ultimi dieci anni si è, infatti, passati da quasi 2
anziani (di 65 anni e più) per ogni bambino da 0 a 14 anni, agli
attuali 1,7. Questa dinamica è determinata dal differente ritmo
di crescita che caratterizza i due gruppi di popolazione.
Nell’ultimo anno, infatti, gli anziani sono aumentati di 1.153
unità (+0,12%), arrivando a stabilizzarsi al 22,3% della
popolazione, mentre i bambini sono cresciuti di 10.497 unità
(+1,8%). Parte dell’incremento degli anziani si concentra sui
grandi anziani (di 80 anni e più), che aumentano nel corso
dell’anno del 2,8%, arrivando al 7,1% dell’intera popolazione
(7% nel 2010). Di questi 2 su 3 sono femmine, in virtù della
loro maggiore longevità.
I differenti andamenti osservati nelle fasce di età portano ad
un incremento dell’indice di dipendenza, il
rapporto cioè tra la popolazione “dipendente”, poiché in età non
lavorativa (i giovani con meno di 15 anni e gli anziani con più
di 64 anni), e quella “attiva”, in età cioè lavorativa (tra i 15
e i 64 anni): questo indice passa dal 50,6 del 2001 al 55,2 di
quest’anno.
Per quanto riguarda l’indice di struttura della
popolazione attiva, che misura il grado di
invecchiamento della popolazione in età lavorativa (cioè la
fascia 15-64), il cui equilibrio si verifica quando la
popolazione tra i 40 e i 64 anni (lavoratori più anziani),
eguaglia quella tra i 15 e i 39 (lavoratori giovani) e l’indice
risulta pari a 100, in Emilia-Romagna questo indice è
progressivamente peggiorato passando dal 101,6 del 2001 al 125,5
del 2011. Tale andamento riflette il forte calo della natalità
verificatosi negli anni ’70 e ’80. L’immigrazione straniera, che
pur ha contribuito a ringiovanire la popolazione in età
lavorativa, non è riuscita a colmare completamente il gap
che si è creato tra l’uscita di lavoratori anziani e l’ingresso
di lavoratori giovani.
La
popolazione regionale cresce perché crescono gli stranieri. Più
della metà sono donne; l'età media è di 31 anni; la comunità
marocchina è la più rappresentata.
I
residenti stranieri, al 1.1.2011 sono 500.585,
pari all’11,3% della popolazione totale. Un dato in crescita,
rispetto al gennaio 2010, di quasi 38mila persone (37.745), pari
ad un incremento dell’8,2% (+9,8% per le femmine e +6,4% per i
maschi). L’incremento risulta tuttavia in flessione rispetto ai
valori registrati negli anni precedenti (+9,5% nel 2010, +15,2%
nel 2009).
Alla componente straniera è totalmente ascrivibile l’aumento
complessivo della popolazione regionale. La crescita dei
residenti stranieri ha infatti più che compensato la riduzione,
anche se lieve (-912 unità), dei residenti con cittadinanza
italiana. La crescita della componente straniera ha inoltre
permesso di ridurre in maniera sostanziale il calo consistente
registrato nelle fasce di età 15-39. Negli ultimi cinque anni,
infatti, si registra una diminuzione complessiva della
popolazione tra i 15-39 anni di 27.969 unità, grazie all’apporto
di 89.074 stranieri, senza i quali si sarebbe registrato un calo
di 117.043 residenti.
Gli aumenti più consistenti della popolazione straniera
nell’ultimo anno si sono registrati - in valore assoluto - nelle
province di Bologna (+8.032 unità), Modena
(+6.750), Parma (+4.922) e Reggio Emilia (+4.553), mentre in
termini percentuali la crescita è stata maggiore nelle province
di Ferrara (+11,2%), Parma (+9,8%) e Bologna (+8,5%). Incidenze
più elevate della media regionale (11,3%) si riscontrano nelle
province di Piacenza (13,4%), Parma (12,5%), Reggio Emilia (13%)
e Modena (12,8%).
Dall’analisi a livello territoriale emerge come gli stranieri si
stabiliscano soprattutto in pianura (dove rappresentano l’11,6%
di tutta la popolazione) e in collina (11%), pur mantenendo una
certa presenza anche in montagna (9,2%). L’aumento rispetto allo
scorso anno è più evidente in pianura (+8,4%) rispetto alla
collina (+7,8%) o alla montagna (+5,8%).
In termini di cittadinanze le comunità più
rappresentate a livello regionale sono la marocchina (70.580
residenti, +4,6% rispetto allo scorso anno), la rumena (66.060,
+8,9%), l’albanese (60.705, +3,4%) , la moldava (27.792, +30,3%)
e l’ucraina (27.511, +16%). Complessivamente le prime cinque
cittadinanze coprono il 50,5% degli stranieri residenti in
Emilia-Romagna. Al di là delle cittadinanze marocchina, rumena e
albanese diffuse su tutto il territorio regionale, alcune
province si caratterizzano maggiormente per la presenza di
talune cittadinanze: a Piacenza l’ecuadoriana, a Parma la
moldava, a Reggio Emilia l’indiana, a Modena la ghanese, a
Bologna la filippina, a Ferrara e a Rimini l’ucraina, a Ravenna
la senegalese e a Forlì-Cesena la cinese.
L’età media degli stranieri residenti in regione
è di 31 anni, contro un’età media della popolazione complessiva
di 45 anni. Il 90% ha meno di 50 anni, meno del 2% ha più di 65
anni e il 23% è minorenne. Le classi d’età in cui l’incidenza
degli stranieri sulla popolazione complessiva supera il 20% sono
quelle di 23-34 anni e 0-2 anni (dove rappresentano
rispettivamente il 23,1% e il 22,3% del totale dei residenti).
Il cosiddetto processo di “femminilizzazione delle
migrazioni” ha portato la presenza femminile a superare
quella maschile: sul totale degli stranieri residenti le donne
rappresentano oggi il 51,5% ed è ancor più evidente in
particolari classi di età (tra i 23 e i 33 anni e per le età di
46 anni e oltre). L’incidenza delle donne straniere in età
feconda (15-49 anni) su tutte le donne emiliano-romagnole in
tale fascia di età è pari al 17,1%. Il numero delle residenti
straniere supera quello dei maschi stranieri in quasi tutte le
province, tranne che in quella di Piacenza. Complessivamente il
rapporto tra maschi e femmine (“rapporto di mascolinità”) nella
popolazione residente straniera è di 94 maschi ogni 100 femmine
(contro il 97 al primo gennaio 2010) e tende ad allinearsi a
quello della popolazione totale (94,3 maschi ogni 100 femmine).
/SM
Il dettaglio della rilevazione statistica alla pagina:
http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/statistica/pagine/statistica_self_service/pagine/pagine/ss_popolazione.htm