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“Inaugurazione anno scolastico
2011-2012”
3 ottobre 2011
Onorevole Presidente della Camera, autorità tutte,
civili, militari e religiose, Signori docenti, cari studenti,
in questa giornata che vuole essere di buon auspicio per tutti gli
alunni, delle scuole di ogni ordine e grado, che hanno avviato un
nuovo percorso di formazione, non possiamo esimerci dal riflettere
seriamente sui gravissimi problemi che affliggono il Sud, la
Basilicata e la nostra provincia; a partire proprio delle emergenze
scaturite dai recenti tagli al mondo della scuola.
Nella provincia di Matera sono
innumerevoli le scuole, soprattutto quelle primarie, che stanno
affrontando situazioni difficili per la riduzione del personale Ata.
Sottolineando come questi collaboratori svolgano un ruolo
fondamentale, ribadiamo a gran voce come per la sicurezza non
esistano deleghe né tanto meno deroghe. Non è pensabile ridurre le
spese a danno della incolumità di bambini e ragazzi di cui, tra gli
altri, siamo noi i responsabili.
Ma tantissime sono le ansie che
affliggono la nostra terra. Il Rapporto Svimez 2011 non lascia dubbi
interpretativi: relativamente all’occupazione la Basilicata ha
registrato il calo maggiore d’Italia (dal 48,5 al 47,1%) dopo quello
del Molise (dal 52,3 al 51,1%). Una disoccupazione che aumenta
con 14,7 punti percentuali in più dell’anno passato. All’interno di
questo ambito, veramente drammatica è la situazione dei laureati
lucani fuori dal sistema formativo e del mercato del lavoro. Dati
allarmanti che amplificano la questione della strutturale carenza di
opportunità di lavoro al Sud e che condanna la nostra terra a una
fuga di cervelli che in dieci anni ha visto emigrare migliaia di
persone. Intelligenze che hanno fatto la fortuna di altre parti di
Italia, e più spesso di altre parti del mondo, lasciando il nostro
amato Mezzogiorno orfano di prospettive.
La Basilicata, inoltre, arriva a
registrare il calo maggiore dell’attività produttiva a livello
nazionale (ricordiamo, -1,3%) a causa della caduta dei settori
costruzioni (-8,4%) ma anche servizi (-0,6%). PIL – Media annua
2000-2010: Basilicata (-0,7%). In pratica, è come se per
dieci anni la produzione della Basilicata non fosse mai aumentata
ma, anzi, fosse diminuita costantemente.
E poi c’è ancora la questione dei
danni post alluvioni (che ha fagocitato nel baratro centinaia di
imprenditori locali ancora in attesa degli aiuti nazionali e oggi
vittime dell’usura), che ha riportato alla ribalta la questione del
dissesto idrogeologico, mai affrontata con volontà risolutiva, e ha
riproposto la questione del gap infrastrutturale che caratterizza
una regione che senza collegamenti seri con l’esterno è condannata
alla condizione di arretratezza troppo spesso imputata a incapacità
endemiche
dei meridionali. Un Piano per il Sud
limitato che non abbiamo neanche la certezza si realizzi, ritengo
non possa essere considerata la soluzione.
Sul fronte dei tagli, inoltre,
sarebbe stato opportuno valutare meglio quali sono i costi della
politica che realmente incidono sul bilancio statale e che hanno
contribuito all’appesantimento del debito pubblico più grosso
d’Europa.
Tagliare le
Province determinerà un vuoto, uno scardinamento istituzionale che,
sia per i cittadini, e ancor peggio per le imprese, costerà molto
più dei ventilati presunti risparmi. I dati sono inequivocabili: a
fronte di una spesa pubblica di 815 miliardi di euro, la spesa
politica per le Province è di 113 milioni di euro (pari all’1% della
spesa complessiva). Credo quindi che il taglio di un ente, che costa
così poco ai cittadini, non possa rappresentare una risposta
decisiva alla necessaria razionalizzazione della spesa.
Siamo convinti,
egregio Presidente, che la Sua presenza, oltre a essere motivo di
orgoglio per la nostra provincia, possa essere motivo di buon
auspicio per le urgenze da noi rappresentate
che, siamo sicuri, troveranno capienza nell’agenda delle priorità
del Governo.
FRANCO STELLA
Presidente della
Provincia di Matera
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