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Non sembrava vero che finalmente nella nostra città si
cominciasse a fare della buona sanità, quella d’eccellenza e si
creasse un polo tale da sospendere, o meglio, da frenare i così
detti viaggi della speranza, sopprimendo il pendolarismo e
l’emigrazione sanitaria. Tutto ciò dovuto al coraggio di un medico,
si perché ci vuole proprio quello quando sei bravo, capace e
volenteroso e ti propongono di dirigere un reparto di chirurgia a
Matera, in Basilicata. Devi averne di coraggio perché devi metterti
in discussione, in gioco, qui, dove la meritocrazia non è l’unica
cosa che conta; purtroppo c’è dell’altro. Il Dott. Franco BUCCI
primario di chirurgia interna all’ospedale Madonna delle Grazie, va
via, sembra essere stato allontanato, così improvvisamente, senza
alcun preavviso e tanti si sono sentiti abbandonati frettolosamente.
Varie sono state le versioni e, quella ufficiale, delle sue
volontarie dimissioni, a rigor di logica non trova fondamento,
perché è impensabile che lì dove le relazioni siano cordiali il
tutto accada affrettatamente, senza provvedere ad una sostituzione
per tempo, ed oggi si interviene nell’emergenza. Intanto centinaia
di pazienti sono nel panico, chi era in cura, chi in attesa di un
intervento , non sa più cosa fare. Ma cosa è accaduto? Sembra un
mistero. Restano voci ed indiscrezioni e queste hanno una logica,
una base concreta sulla quale fondare congetture che di certo non
troverà ostacoli mentali: nella nostra città, in questo territorio,
non si sanno costruire e formare eccellenze, non si sa trattenere
ciò che serve, ciò che necessita. Persino sulla sanità, lo sanno
tutti, si fondano personalismi e posizioni di potere. Quanto sia
necessaria la sanità è superfluo ribadirlo, ma di certo non possiamo
fare a meno di considerare che il diritto alle cure mediche non
dovrebbe avere concentrazioni limitate ad alcune aree, il diritto ad
avere le stesse prestazioni in ogni regione lo dobbiamo reclamare
con forza, non può essere una conquista, è un diritto del cittadino
e questo nella nostra regione è spesso disatteso. La politica, gli
interessi personali, questioni cavillose a vario titolo, non devono
incidere sulla salute della gente. Chi amministra la sanità deve
fare chiarezza sulla questione, ha il dovere di spiegare quali sono
i dettagli che ruotano intorno all’allontanamento di un valido ed
eccellente primario che ha ridato speranze, operato tanti uomini e
donne ammalate di tumore. La politica deve spiegare alla gente il
perché non è in grado di preservare eccellenze nella sanità e quali
sono le prospettive in un settore così delicato. Credo che risposte
non arriveranno, perchè come al solito ci si trincererà nel silenzio
e nel tempo che passa e livella pensieri e speranze. Il Dott. Bucci,
capace e stimato professionista, instancabile chirurgo dedicava
tutto il suo tempo ai pazienti che seguiva con dedizione e passione
professionale, non lascia un lavoro, lascia tante persone che forse
si affidavano a lui nella speranza di una non facile ma possibile
guarigione. Oggi raccolgo queste impressioni che mi giungono da più
parti e sento il dovere politico istituzionale di rappresentarle.
Questi malati, non comprendono la “fuga” e delusi probabilmente
riprenderanno i viaggi della speranza che li porteranno in altre
strutture sanitarie fuori regione. Per chiarire tali aspetti, perché
la sanità deve avere la giusta rilevanza anche in questa difficile
città, presenterò interrogazione al sindaco per sapere se
l’allontanamento, o le dimissioni del dott. Bucci, nel sottofondo
della burocrazia sanitaria, celi motivi diversi da quelli di una
spontanea e disinteressata decisione personale. Inviterò i
consiglieri regionali del PDL ad aver a cuore la questione e
presentare al parlamento regionale, più incisive azioni, al fine di
ottenere una più precisa e marcata risposta finalizzata alla
puntuale ricostruzione dei fatti.
Adriano Pedicini Consigliere PDL
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