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Potenza, 17 maggio 2011 

Le diverse abilità nel Progetto Mirato al Trend Expo 

La seconda giornata del Trend Expò si è aperta, ieri mattina a Potenza, con un convegno incentrato sulla “diversità sostenibile in rapporto con l'università ed il lavoro”. 

L'argomento, peraltro già sinteticamente toccato nel corso della giornata inaugurale (grazie all'intervento di Vincenzo Nardozza, Rappresentante degli studenti disabili del “Comitato per l'integrazione dei diversamente abili iscritti ad Unibas”) è stato sviscerato grazie agli interventi ed ai contributi di amministratori pubblici, docenti universitari, musicisti, e rappresentanti di associazioni. 

“L'annosa questione delle diversità e delle disabilità – ha detto il direttore del Centro d'Ateneo per l'Orientamento degli Studenti, Salvatore Masi – ci consente di riflettere sulla presenza, nei nostri luoghi di studio e di lavoro, di categorie che abbisognano, se non d'assistenza e sostegno, almeno di maggiore attenzione”. 

“Hanno proprio questi obiettivi - ha spiegato l'ideatore di Trend Expo Enrico Sodano - incontri come questo volti a far passare messaggi di parità e a favorire lo sviluppo di opportunità lavorative per tutti. Diversamente abili compresi”. 

 

Dello stesso tenore l'intervento del musicista Paolo Falessi (dal 1989 membro del gruppo rock composto in parte da diversamente abili, Ladri di carrozzelle): “La disabilità – ha detto il chitarrista - non chiede assistenzialismo. Chiede piuttosto possibilità da poter sfruttare. Altrimenti – ha concluso - diventa un peso e non una ricchezza”. 

Giuseppe Romaniello di Apofil ha poi introdotto, accanto al fenomeno della disabilità quello della diversità intesa come resistenza all'omologazione e rifiuto di perdere le proprie radici. Proprio collegandosi a questo bisogno “primario” di appartenenza e radicamento, Romaniello ha poi parlato

e presentato i primi risultati d'un progetto di “laboratorio Cinematografico”, in collaborazione tra Apofil e Unibas: “finalizzato alla prevenzione delle condizioni di disagio sociale e di contrasto a tutte le forme di discriminazione, esclusione ed emarginazione sociale”.  

Di problemi legati alla disabilità ha parlato invece Emidio Lambroglia, fondatore dell'associazione d'assistenza ai disabili Angelo Custode: “Servono in Basilicata – ha detto Lambroglia - servizi di formazione all'autonomia dei diversamente abili. Solo così sarà possibile tagliare – ha concluso - le difficoltà create dall'handicap e includere, socialmente e lavorativamente, i disabili”.

 

“La disabilità lavorativa - ha detto dal canto suo Teodoro Lateana della Fondazione dei Consulenti del  Lavoro - può essere declinata, in un periodo di crisi come l'attuale, anche come difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro”.

“Il livello di sfiducia che ormai avvince i disoccupati – ha proseguito Lateana - può essere letto come un vero e proprio handicap che va affrontato per evitare che intere generazioni rimangano abbandonate a loro stesse. Basta con le forme di tutela – ha concluso il consulente del lavoro – ma largo ad accompagnamenti che fungano da stimoli di crescita per le stesse fasce deboli: donne, over 50, giovani e disabili”.  

Di coinvolgimento delle famiglie “nella cura dei congiunti disabili” ha detto  Maria Rosaria Sabia,  dirigente dell'Ufficio provinciale delle Politiche per il Lavoro e l'Occupazione. “Bisogna insegnare alle famiglie – ha detto Sabia – che la disabilità non è una vergogna né una disgrazia ma, a volte, una ricchezza”. 

Dello stesso tenore l'intervento di Antonella Amodio, presidente dell'Associazione Yin-Sieme, che ha posto l'attenzione su una disabilità misconosciuta come la dislessia; mentre Genesio De Stefano – presidente Avis di Basilicata – ha parlato d'un altro genere di diversità: “quella - ha spiegato De Stefano – di chi dedica la sua vita al volontariato contribuendo alle politiche d'inclusione degli stessi diversamente abili”. 

Toccante l'intervento di Domenico Santangelo, presidente dell'Aism provinciale di Potenza. “Occorre risolvere i problemi strutturali – ha detto Santangelo – per permettere ai disabili d'entrare o rientrare nei luoghi di lavoro. Restituire la voglia di vivere ai disabili è il modo più efficace per rendere questi ultimi produttivi e non un peso ed una categoria di assistiti”.   

Del Progetto “Mirato” e di un focus incentrato sul tema della “Diversità” hanno infine parlato gli assessori provinciali Paolo Pesacane e Vitantonio Rossi, e il presidente dell'associazione Liberascienza Pierluigi Argoneto: “Mirato – hanno spiegato gli amministratori provinciali – è un progetto importante, innovativo e orientato al collocamento oculato dei diversamente abili nel mondo del lavoro. Una maniera – hanno concluso Pesacane e Rossi – di fare dei disabili non un mondo a parte ma una parte del mondo”.

 

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