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Dopo assunzioni facoltose , posizioni organizzative, incarichi e collocazioni di vario tipo, dopo esternalizzazioni di incarichi per i quali non se ne comprendono le motivazioni, al comune di Matera gli assetti economici, simboli di sperperi di denaro pubblico, sembrano non aver tregua, non dover terminare, tanto che con delibera di giunta, di questo fine aprile, la nr. 195, ecco che non poteva mancarsi di elargire una congrua cifra agli occupanti le poltrone dell’oramai sempre più noto sesto piano. Lo staff del sindaco ed alcuni lavoratori privilegiati, al servizio di assessori si avvantaggiano di un congruo aumento stipendiale. Costoro, 10 impiegati del comune di Matera, ottengono un emolumento omnicomprensivo sostitutivo del lavoro straordinario, in aggiunta allo stipendio. Le somme vanno da un massimo di 315 € ad un minimo di 200 € mensili, oltre oneri ed IRAP che sono ovviamente anche questi a carico della comunità. Quindi una congrua somma di denaro in busta paga che farà la differenza rispetto ad altri colleghi, il tutto per una previsione di spesa pari a 19.200 € finanziata con i fondi in bilancio.  Mi stupisco che sindacati, ma anche gruppi politici di maggioranza che professano severità e legalità, non si indignino di fronte a tanti sprechi e che la cosa passi come un banale e innocuo riconoscimento specialistico. Ma dove è finita la politica di rigore avviata nella passata amministrazione e finalizzata a rimettere in ordine i bilanci del comune di Matera: tutto calpestato: la trasparenza amministrativa, la disparità di trattamento, la professionalità, la dignità di tanti che lavorano in silenzio. La realtà è che si sta scialacquando e premiando solo e soltanto coloro che sono allineati in un determinato solco politico; ma che fine hanno fatto i buoni propositi, ed i programmi di rinnovamento e trasparenza, tutto sta ritornando alla gestione clientelare, strafottente ed arrogante di un tempo. Qualcuno aveva pensato di azzerare benefit e privilegi, doveva capire che in questa città ci vuol ben altro che carattere e buon senso. Ma aldilà delle polemiche che servono a poco, perché domani le dimentichi e non cambiano le cose, si devono contestare alcune questioni nei termini giuridici perché, la delibera in questione è priva dei requisiti di legge, è contro legge. La giunta pone la decisione richiamando l’art. 90 comma 3, del testo unico degli enti locali, orbene, tale norma non può essere applicata ed estendersi ad impiegati ma solo a lavoratori assunti a tempo determinato e non in servizio presso l’amministrazione comunale, difatti non ci vogliono esperti per comprendere il comma 3 che richiama il precedente comma 2:

2. Al personale assunto con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro del personale degli enti locali.

3. Con provvedimento motivato della giunta, al personale di cui al comma 2 il trattamento economico accessorio previsto dai contratti collettivi può essere sostituito da un unico emolumento comprensivo dei compensi per il lavoro straordinario, per la produttività collettiva e per la qualità della prestazione individuale.

Coloro che beneficiano di tali compensi non sono lavoratori subordinati a tempo determinato, bensì dipendenti comunali, non possono ottenere il trattamento economico accessorio. Questo il mio dissenso in breve limitato alle questioni etiche e giuridiche; all’attuale maggioranza le scelte che attengono alla morale politica; al cittadino il giudizio sulle questioni.

Adriano Pedicini Consigliere PDL

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