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Sabato la
cantante Giovanna Marini a Matera
Sabato, 23
aprile, in piazzetta Pascoli (nella sala Levi di Palazzo Lanfranchi,
in caso di maltempo), a Matera, alle ore 17,
la cantante
Giovanna Marini, gli allievi ed i docenti della scuola popolare di
musica Il testaccio di Roma, incontreranno il coro dei Cantori
Materani diretti da Alessandra Barbaro per uno scambio culturale e
musicale.
In questi
giorni, infatti, Giovanna Marini e la scuola del Testaccio,
accompagnati da Antonio Calbi, dirigente dell’Ufficio spettacolo del
Comune di Milano, sono in Basilicata per raccogliere testimonianze
orali della tradizione musicale lucana che saranno poi conservate
nel museo etnomusicologico che la cantante sta realizzando.
“I canti
raccolti – afferma Giovanna Marini - vengono studiati e
immagazzinati a lungo nelle memorie tanto da costituire un
repertorio comune raro per il valore umano e musicale che contiene e
raro anche perché non tutti hanno la fortuna di conoscerlo, oltre ad
essere raro anche perché ci lega tutti noi che viviamo questi
momenti in una forma di amicizia fatta di pezzi di vita straordinari
vissuti insieme. Siamo sempre molto grati a chi ci aiuta a scoprire
questo mondo così profondamente nostro e allo stesso tempo così
lontano da noi e ci permette di farlo ospitandoci nei propri paesi
con una generosità e sensibilità commoventi. E’ nata così una rete
sovrapposta, nella nostra mente, alla carta geografica italiana: è
la nostra Italia, delle nostre ricerche, e scopriamo ancora un Paese
amato e bellissimo”.
Il gruppo di
circa 50 musicisti risiederà, fino a Pasqua, in un albergo a
Accettura. In questo periodo di tempo andrà a San Mauro Forte,
Montescaglioso e Ferrandina per poi arrivare a Matera sabato
pomeriggio. In questa circostanza Giovanna Marini, su richiesta di
Calbi, canterà una delle sue ballate d’impegno raccolte per le
regione italiane, nell’anno del centocinquantesimo dell’Unità della
Nazione, davanti al lungo dipinto di Carlo Levi, Italia 1961.
“Fu nei miei
anni romani – afferma Calbi - che cominciai a pensare a un viaggio
di Giovanna Marini in Basilicata. Ogni Pasqua, da antropologa
viandante, Giovanna e i suoi allievi-studiosi realizzano un viaggio
di studio e di scoperte nella geografia della penisola, alla ricerca
dei canti perduti, quasi sempre legati a riti speciali. Ho insistito
talmente tanto che credo di aver convinto Giovanna anche un po’ per
sfinimento. Volevo che tornasse in Lucania, dopo il suo viaggio alla
fine degli anni Sessanta, dal quale trasse una canzone celebre che
cita pure l’inossidabile Ministro Colombo. Oggi finalmente quel
desiderio si avvera”.
Biografia di
Giovanna Marini
Nata a Roma in
una famiglia di musicisti, Giovanna Marini si diploma in chitarra
classica al Conservatorio di Santa Cecilia nel 1959 e si perfeziona
con Andres Segovia. Di seguito suona per qualche anno il liuto con
il “Concentus Antiqui” del Maestro Quaranta.
All’inizio
degli anni Sessanta incontra un gruppo di intellettuali fra cui Pier
Paolo Pasolini, Italo Calvino, Roberto Leydi, Gianni Bosio e Diego
Carpitella e scopre il canto sociale e la storia orale cantata. Nel
1964 il “Bella Ciao”, spettacolo di canto politico e sociale, dato a
Spoleto con grande scandalo per un pubblico molto chic e poco
abituato, le dà la possibilità di cantare e raccogliere canti
popolari in giro per l’Italia, nelle situazioni sempre incandescenti
degli anni Sessanta.
Partecipa
allora alla storia del “Nuovo Canzoniere Italiano” cantando con i
gruppi formati per l’occasione da cantautori politici come Ivan
Della Mea, Gualtiero Bertelli, Paolo Pietrangeli, ma anche cantanti
contadini come Giovanna Daffini (ne impara l’emissione vocale e il
repertorio), il Gruppo di Piadena, i Pastori di Orgosolo con il
poeta Peppino Marotto (da cui impara l’arte del racconto,
dell’improvvisazione) e da tanti altri cantori e cantastorie a cui
deve sempre molto. Con l’Istituto Ernesto De Martino, Giovanna
Marini porta avanti la raccolta di canti di tradizione orale e il
loro studio e trascrizione, inventando a questo scopo un sistema di
notazione musicale. Questo suo lavoro di trascrizione e poi
d’arrangiamento le permetterà in seguito di trasportare la memoria
cantata sul palcoscenico.
Continuando la
ricerca musicale e il suo impegno negli spettacoli e iniziative del
“Nuovo Canzoniere” come per il “Ci ragiono e canto” di cui Dario Fo
cura la regia, cresce il suo gusto del teatro, dell’affabulazione
teatrale, dello stare in scena. E nel 1965 incomincia a comporre
lunghe ballate che raccontano la sua esperienza e che interpreta
sola in scena accompagnandosi con la chitarra non avendo la
possibilità di usare altre voci ed altri strumenti: da “Vi parlo
dell’America” nel 1965 all’ “Eroe” nel 1974.
Nel 1974, con
un gruppo di musicisti anch’essi provenienti da percorsi non
tradizionali, fonda la Scuola Popolare di Testaccio a Roma. Trova
finalmente musicisti con cui suonare: Giancarlo Schiaffini, Michele
Iannaccone ed Eugenio Colombo, per i quali scrive – oltre che per
cinque voci – “La grande madre impazzita”nel 1979. Da quel momento
affronta la scrittura per strumenti e voci: “Il regalo
dell’imperatore” nel 1983, opera per banda, coro, solisti e
percussioni; il “Requiem” nel 1985 per due cori, contrabbassi,
ottoni, fagotto, due archi solisti e voci liriche e l’oratorio “La
déclaration des Droits de l’Homme” per il bicentenario della
rivoluzione francese nel 1989.
Parallelamente
al suo sviluppo di compositore, Giovanna Marini ha sempre continuato
l’insegnamento dell’etnomusicologia applicata al canto di tradizione
orale italiano presso la SPMT e dal 1991 al 2000 anche presso
l’Università di Paris VIII – Saint Denis, oltre che in numerosi
seminari in Italia e all’estero.
Con i suoi
allievi di Roma e Parigi ha fatto fino ad oggi una decina di viaggi
di studio per ascoltare e registrare i canti di tradizione orale
ancora presenti in Italia nelle feste religiose o profane.
E’ nel 1976
che crea il Quartetto Vocale per il quale compone da allora le
“Cantate” e con il quale si esibisce in concerti e tournées in
Italia e all’estero: dalla Cantata “Correvano coi carri” alle
recenti “Sibemolle” o “La Cantata del secolo Breve” presentata al
Théâtre de Vidy nel 2001.
I concerti del
Quartetto Vocale sono il compimento di tutte le esperienze musicali
di Giovanna Marini: ricerca sui canti di tradizione orale,
insegnamento, composizione strumentale e vocale, scrittura
individuale e collettiva.
La sua intensa
attività musicale l’ha portata d’altro canto a comporre anche per il
cinema: per registi come Loy, Maselli, Pietrangeli o Gianikian; per
il teatro fra cui numerose tragedie greche: dalle “Troiane” di
Thierry Salmon nel 1988, musiche premiate dal UBU, alle “Coefore” di
Elio De Capitani o alle “Antigone”: la prima per il regista tedesco
Hans-Günter Heyme nel 1995 e la seconda per il francese Patrice
Kerbrat nel 2000; e ugualmente per la danza contemporanea, come
“Animarrovescio” della coreografa Adriana Borriello. Inoltre compone
numerosi oratori, poemi sinfonici e opere fra cui: “Pour Pier Paolo”
dodici liriche dalla “Meglio Gioventù” di Pasolini musicate per
cinque strumenti e cinque voci (Festival d’Automne di Parigi nel
1985), “Concerto per Leopardi” per il bicentenario della nascita di
Leopardi nel1996 e “La Bague Magique” per la regia di Jean-Claude
Berutti (all’Opera di Nancy e al Théâtre du Peuple di Bussang nel
1999).
Nel 2000
scrive la Cantata del Secolo Breve, per Quartetto Vocale, produzione
del Teatro di Vidy di Losanna.
Musica il film
di Giannikian Lucchi-Ricci "L'India".
Nel 2002 con
Francesco De Gregori incidono il disco Il Fischio del Vapore che si
distingue per un numero di vendite eccezionale vincendo il Disco di
Platino. Compone le musiche per Villarosa, dramma di Enzo Alaimo,
che viene rappresentato al Festival di Gibellina.
Nel 2003
compone le musiche per il film di Giannikian Lucchi-Ricci Oh Uomo!.
Sempre nel 2003 compone le musiche per l'opera di Buchner Woytzeg
con la regìa di Gian Carlo Cobelli.
Nel 2004 per
il festival di Angelica di Bologna di Musica Contemporanea vengono
eseguiti molti brani delle due Orestiadi , quella in fiammingo con
cori in greco antico, del Théâtre Royal Flamand di Bruxelles con la
regia di Franz Mareijnen e quella con la traduzione di Pasolini e la
regia di De' Capitani( manca il capitolo dell'Agamennone). A questi
pezzi si aggiungono brani dai Turcs tal Friul e da Troiane di
Euripide in greco antico,il tutto è sotto la direzione del maestro
Giovanna Giovannini.
Nel 2004 mette
in musica La ballata del carcere di Reading e De Profundis di Oscar
Wilde.
Dopo Il
fischio del vapore incide, poi un altro disco sempre con produzione
di De Gregori "Bongiorno e bonasera" portato in tournée con il
gruppo jazz Animali marini, e un terzo disco “Passioni” sempre di
produzione di De Gregori, con il lavoro che svolge con il suo
Quartetto Vocale con 16 canti di cui nove devozionali trascritti e
arrangiati per quartetto e cinque di propria invenzione.
Continua
l'insegnamento alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio, i viaggi
collettivi di testimonianza nei luoghi in cui ha fatto ricerca, i
concerti in Italia e all'estero.
Nel 2004 il
Circolo Gianni Bosio insieme al Comune di Sternatia e il gruppo
Aramirè del Salento usano i brani di ricerca della Marini per
stampare un disco doppio in cui il primo disco riporta i brani così
come sono stati cantati e registrati duranti la ricerca del 1970 e
il secondo disco riporta l'uso che la Marini ha fatto di questi
brani, ricantati da lei e gruppi da lei organizzati.
Nel 2004
partecipa allo spettacolo teatrale Urlo di Pippo Delbono, e porta al
festival d'Avignone la cantata La torre di babele.
Nel 2004 esce
edito da Rizzoli un libro scritto durante l'estate che racconta da
un lato i viaggi collettivi fatti con allievi di nazionalità
diverse, dall'altra i propri ricordi e pensieri sul lavoro svolto
attraverso gli anni con il gruppo del Nuovo Canzoniere Italiano.
Per il
Festival Angelica di Musica Contemporanea scrive la partitura per Le
ceneri di Gramsci di P.P.Pasolini per coro e voci , esegue il coro
Arcanto di Bologna diretto da Giovanna Giovannini. Sarà
rappresentato a Parma il 2 novembre dello stesso anno 2005 con regìa
di Giuseppe Bertolucci e poi replicato in tournée in Italia, fra cui
al teatro Argentina di Roma.
Nel 2006 porta
in scena con l'attore Umberto Orsini La ballata del carcere di
Reading di Oscar Wilde, chitarra e voce su musiche da lei scritte
sul testo inglese già rappresentata a Asti, in Asti-teatro, con
Umberto Orsini e giovanna Marini . E’ attualmente in tournée in
tutta Italia riscuotendo notevole successo di pubblico e di critica.
Nel 2007
scrive la musica per la tragedia Antigone per il liceo Marco Tullio
Cicerone di Frascati dove tiene un corso straordinario per gli
studenti di liceo nel quale si studia la partitura dell’opera e
viene poi messa in scena l’opera dalla regista Francesca Tommassoni.
Nel 2008
scrive la musica per Prometeo portato in scena al passo della Futa
del gruppo teatrale Archiviozeta di Prato.
Contemporaneamente escono i CD “La torre di Babele” “Le ceneri di
Gramsci” e “La ballata del carcere di Reading” ed è in lavorazione
un CD per bambini con Segni d’infanzia di Mantova.
Nel 2008/9 le
viene richiesto dalla produzione Théatre de Vidy di Losanna di
scrivere la musica per lo spettacolo La Fabbrica su testo di Ascanio
Celestini, lo spettacolo prevede la presenza in scena della stessa
compositrice ed avrà luogo in prima mondiale al Théatre de Vidy con
tournée a Parigi,Théatre de la Ville , in Francia e Lussenburgo.
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