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La variante urbanistica questa volta non ha diviso la maggioranza, di fatto l’ha spaccata. Quando delibere importanti per la città passano con 21 voti e, due di questi sono di consiglieri eletti in minoranza, qualche problema il sindaco lo deve avere. Come sempre contrasti e scontri sono generati dall’interno della stessa maggioranza zeppa di anime diverse che non riesce a trovare convergenze ed adesioni ideologiche. Quale sia attualmente il dato politico chiaro in consiglio in questo momento è un dato gommoso. Politicamente, nel merito,  va detto che nessuno era contrario all’approvazione della variante, poteva essere approvata all’unanimità, non vi è alcun atteggiamento di contrasto a provvedimenti che vanno a favore del cittadino. La questione è di merito: non si può agire sempre nell’emergenza solo perché ora vi è una scadenza, domani un rischio di perdere un finanziamento o un contributo. Il gruppo consiliare del PDL ritiene che i provvedimenti vadano adottati dopo che tutti siano stati correttamente informati, dopo che le scelte che si vanno a compiere, soprattutto in materia urbanistica siano ponderate bene. Senza essere messi continuamente  di fronte a preferenze adottate in tutta fretta. Questa importante variante è stata priva di documentazione. A poche ore dal consiglio non era possibile ottenere né la delibera, né gli elaborati. Il senso di responsabilità del PDL è giunto al punto di chiedere una ulteriore seduta di commissione per valutare meglio la variante allo scopo di dare più qualità e vivibilità ai fabbricati che si andavano a programmare. Si è giunti, dopo che la maggioranza aveva bocciato la nostra richiesta di verifica dello stato dei luoghi, a programmare, nel pomeriggio di ieri, un sopralluogo nelle aree oggetto di variante urbanistica. Di fatto, i consiglieri del gruppo nei siti, hanno rilevando alcune criticità specie nel quartiere San Giacomo, dove pur essendoci la possibilità fisica di incastonare altri fabbricati, si penalizzerebbe grandemente la qualità della vita, per gli attuali residente e per i futuri che, ne deriveranno dalle costruzioni approvate oggi. Chiudendo quegli spazi costruiremo una città senza respiro, con una esagerata concentrazione di palazzi, in zone dove la densità abitativa è esagerata. Il rischio e di costruire l’alveare, quartieri che scoppiano nel traffico e nella ricerca di parcheggio, proprio quello che sino ad oggi sono state le scelte urbanistiche che hanno raffigurato questa città. Sta di fatto che questa maggioranza non è più tale senza la stampella di qualche consigliere di minoranza, ma tutto ciò pone una riflessione che fa meditare sulle scelte politiche scaturite dalle urne lo scorso anno, secondo tentativo di dare alla città un governo diverso da quello delle solite cordate dei tanti partiti di questa sinistra. Quel tentativo fallito sul fil di lana, è naufragato nel corso della consiliatura. ed oggi gli eletti in alcune liste senza padroni, senza ideologie e criteri di riferimento, trovano spazi altrove, dondolandosi, forti del loro libero arbitrio, forti del non dover dar conto ad alcuno, ponendosi a margine di chi governa, dando forza, sorreggendo e confermando una maggioranza elastica che a volte non si comprende. Non credo che la politica possa durare ancora così, prima o poi di tali atteggiamenti qualcuno dovrà darne conto.

Adriano Pedicini Consigliere PDL

 

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