Bologna – Il Festival Internazionale del
Teatro in Piazza di Santarcangelo festeggia la sua quarantesima edizione,
cercando di reinventare le coordinate che ne fecero scaturire un così
lungo e intenso destino: la piazza, il rapporto con gli spettatori, le
domande sul proprio tempo.
Santarcangelo 40 – secondo
movimento di Santarcangelo 2009/2011 – si terrà dal 9 al 18
luglio, concentrando gli appuntamenti nei due finesettimana,
ovvero nei giorni 9, 10, 11 e 15, 16, 17, 18.
Il Festival è stato presentato oggi nel corso di
una conferenza stampa nella sede della Regione, a Bologna, presenti tra
gli altri Massimo Mezzetti assessore regionale alla
Cultura, Carlo Bulletti della Provincia di Rimini,
Mauro Morri sindaco di Santarcangelo di Romagna,
Enrico Casagrande direttore artistico di Santarcangelo 40 e
Giuseppe Chicchi, presidente dell’associazione
Santarcangelo dei Teatri.
“La qualità di questa manifestazione – ha
commentato l’assessore Mezzetti – è sotto gli occhi di tutti e conferma
la ricchezza culturale della regione, caratterizzata da un policentrismo
in cui spicca il ruolo della Romagna come distretto del contemporaneo”.
L’assessore, stigmatizzando i tagli alla cultura, ha quindi annunciato
che “stiamo lavorando a un’indagine sul fatturato e sulle potenzialità di
questo settore: se si chiude un teatro, un festival, è come se si chiuda
un’impresa artigiana o industriale, quindi noi dobbiamo combattere
l’impostazione secondo cui in un momento di crisi quello culturale sia il
primo comparto su cui operare delle restrizioni. E’ il contrario, e noi
dobbiamo essere i partigiani non violenti di un’idea civile che difende
questo settore”.
Un festival “singolare plurale”
Diretto da Enrico Casagrande di Motus
con la collaborazione di Rodolfo Sacchettini e
Daniela Nicolò – all’interno dell’andamento triennale
Santarcangelo 2009/2011 condiviso con Chiara Guidi della Socìetas
Raffello Sanzio che ha firmato l’edizione scorsa e Ermanna Montanari del
Teatro delle Albe che condurrà la prossima – Santarcangelo 40
vuole essere un festival “singolare plurale”, esploso,
un occhio gettato all’esterno e in movimento verso un “reale” dai margini
incolti e imprevedibili. Saranno ospiti di questa edizione circa
30 produzioni internazionali (Giappone, Spagna,
Argentina, Israele, Libano,
Olanda, Germania, Gran Bretagna, Stati
Uniti, Cile), che spaziano dal teatro
alla danza alla performance e
attraversano cinema, letteratura,
disegno, arte pubblica, musica.
Molte di esse sono creazioni presentate in prima assoluta, altri sono
spettacoli inediti per il pubblico italiano, altri ancora troveranno nel
festival – per la natura stessa di Santarcangelo e dei suoi spazi – una
nuova forma di allestimento in relazione al particolare contesto.
“Per cercare insieme l’origine e la specificità
della parola festival, che non può essere vetrina, bensì deve farsi luogo
del rischio, della scoperta, della messa in gioco, della comunione. Siamo
figli di un tempo che fa paura per la sua impermeabilità a tutto! Un oggi
che urla, che non trova domani, bussa dall’esterno e l’arte lo ascolta, e
documenta e trascrive nei propri linguaggi il multistrato del mondo –
afferma Enrico Casagrande. Gesti semplici e meditati,
necessari, che gettano le fondamenta di una comune epifania.
Un’esplosione immaginata nel nero del teatro crea legami profondi con
l’esterno, con la luce naturale, con i rumori della città. Ombre lunghe
escono dalle fessure e si arrampicano sui muri a dismisura, fino a farsi
verticali, enormi. Sono di breve durata, evanescenti come ogni
spettacolo, ma possono lasciare solchi indelebili nella memoria. E
invitare all’azione”.
Tra finzione e realtà: lo spettatore al centro
Un festival che s’interroga sulla fluttuante condizione che
l’oggi attraversa tra finzione e “realtà” – dove con realtà si allude non
a un’idea di mondo immutabile bensì alle circostanze di un’epoca
deteriore, da contrastare, da capovolgere – non può non trascinare nel
proprio rischio spudorato lo spettatore. Questo è infatti uno dei tratti
fondanti di Santarcangelo 40, che scombussola il patto tra attore e
pubblico concedendo a quest’ultimo un ingresso privilegiato alla
creazione artistica. Il gruppo italiano Fagarazzi & Zuffellato
in Enimirc (Lavatoio 9, 10 e 17, 18 luglio) sguinzaglia in scena
cameramen (Acqua-Micans) e spettatori per costruire una
storia che intreccia l’arte col crimine; da Inghilterra e Germania la
formazione mista dei Gob Squad s’intrufola nella città,
immortalandola al tempo stesso con immediatezza e piglio surreale, in un
ritratto in esterna intitolato Super Night Shot (Teatro
Supercinema 10, 11 luglio) dove ignari passanti e angoli oscuri del paese
diventano protagonisti di una sorta di “caccia di immagini” per un’epica
urbana; dalla Spagna il catalano Roger Bernat compone
gli spettatori come pedine di un gioco da tavola in piazza, realizzando
una sorta di sondaggio tridimensionale che prende vita trasformandosi in
una strana fiction, Domini Públic (Piazza Ganganelli, 9, 10
luglio); e insiste Bernat con un allestimento di Insulti al pubblico
di Peter Handke reintitolato Pura Coincidèntia e realizzato in
assenza di attori e in presenza di molte webcam (Teatro Corderia, prima
italiana, 11 luglio); si uniscono alla schiera dei lavori fuori formato
gli olandesi Wunderbaum, che collocano in un grande
centro commerciale lo smarrimento visionario di personaggi ispirati al
film Dolls di Takeshi Kitano con Magna Plaza (Centro
Commerciale Atlante/San Marino, prima italiana, 9, 10, 11 luglio); e
Codice Ivan autori di un’inchiesta che, condotta tra il
pubblico, vuole restituire i rovesciamenti e le invenzioni di un festival
senza confini in W.ROOM---VISITORS(SPACE)
(Teatrino della Collegiata, prima assoluta, 16, 17 luglio). A
stratificare le visioni del festival sarà il laboratorio di Fanny
& Alexander H. Alfavita#2 - Immagini della realtà (Atlante)
(Ex Carceri, 9-18 luglio), ispirato al pensiero di Aby Warburg:
artisti e testimoni saranno coinvolti nella composizione, per immagini e
didascalie, di un Atlante rosso del Festival (10, 11 e 15, 18
luglio).
Selvatichezza vs potere
Emerge, da quel brodo di comunicazione e potere nel quale l’oggi
ribolle, una particolare necessità di selvatichezza che il teatro
riconosce e preserva. Spine, rovelli, eresie irriducibili, sfide al senso
e all’estetica e duelli tra vita e morte, tra arte e silenzio si fanno
strada a Santarcangelo 40 per un teatro al grado zero. Grande attesa per
il regista argentino Daniel Veronese, che affronta Ibsen
e restituisce una versione di Hedda Gabler, intitolata Todos
los grandes gobiernos han evitado el teatro ìntimo (Lavatoio, 9, 10
luglio), dove il testo è portato alla sua sfera personale e quotidiana,
alla ricerca della verità nascosta in ogni parola. Vi si affiancano i
giovanissimi giapponesi Fai Fai, portatori
di un immaginario manga spinto all’eccesso da una libertà
scenica adolescente: nel loro My Name Is I Love You la
narrazione, scollata dagli attori che agiscono muti, acquista un
carattere di straniamento (Teatro Supercinema, prima italiana, 17, 18
luglio). Sempre dall’Argentina Tatiana Saphir che,
con la sua Breve storia del punk argentino
(Teatro Corderia, prima italiana, 15, 16 luglio) sostiene la
tesi che non ci sia punk come quello argentino e attiva così anche
un’immersione in uno dei profondi sud del mondo.
Nel nome di un teatro che supera le barriere dei
conflitti irrisolti, il percorso prosegue con gli israeliani
Public Movement, capaci di condensare in un gesto corale e senza
parole la violenza congenita del potere e il suo urlo silenzioso a cielo
aperto, Also Thus! (Piazza Marconi, prima italiana, 15, 16, 17
luglio); e con gli artisti libanesi Rabih Mroué e Lina Saneh
che, reduci dal successo ad Avignone, ispirano
il loro Photo-Romance (Lavatoio, 16, 17 luglio) ambientato in
una Beirut deserta al film di Ettore Scola Una giornata particolare
(in collaborazione con il Festival delle Colline Torinesi dove lo
spettacolo sarà in scena l’11, 12, 13 giugno; Mroué presenta a
Santarcangelo anche la performance Make Me Stop Smoking).
La ricerca sui linguaggi e la performance si
condensa nella qualità enigmatica del lavoro di Snejanka
Mihaylova, artista di origine bulgara proveniente dalla scuola
olandese DasArts qui concentrata con Language (Spazio Silos,
prima assoluta 16, 17 luglio) sulla creazione degli alfabeti e in
particolare sul punto che precede la coscienza del senso e che ne
anticipa la rivelazione.
Tra gli italiani spicca il debutto di
Babilonia Teatri impegnati, con il coinvolgimento di un coro di
attori appositamente selezionati, a indagare attraverso la disperata
ruvidezza che gli è propria la paura di morire intesa anche come paura di
vivere in This Is the End My Only Friend the End (Ex Corderia,
prima assoluta, 9, 10, 11 luglio). Allo Sferisterio Cosmesi
invade l’ampio spazio all’aperto che diventa il luogo in cui far
detonare, attraverso la musica dal vivo di Rotorvator, quel fragile e
poetico schizzo b/n del recente lavoro Periodo Nero – una sorta
di cartoon in controluce popolato da fallimentari figurine in marcia:
Nero ep (9, 10, 11 luglio). Mentre lo stadio da calcio di
Santarcangelo sarà orbita dell’evento di ispirazione apocalittica col
quale Teatro Sotterraneo sfida i mondiali di calcio
componendo con Finale del Mondo una drammaturgia radiofonica che
verrà rappresentata dal vivo, e trasmessa in diretta da Radio3 Rai,
durante il minutaggio della finale dei mondiali la sera dell’11 luglio. E
poi ancora: l’impresa folle del gruppo torinese Portage
intento alla costruzione notturna di un edificio da far brillare all’alba
con l’evento "Il tetto. Adamo's Home Project (Monte di Pietà 10 e 11
luglio); il percorso raffinatissimo di precisione del gesto attraverso il
quale Cristina Rizzo arriva con Dance n. 3 a toccare
un nocciolo selvaggio del movimento (Lavatoio, 11 luglio); la digressione
di Alessandro Sciarroni sul doppio, con Lucky Star (Ex
Corderia, 15, 16 luglio); il Primo frammento di un quotidiano distratto
di Korekanè; e la presentazione dei più recenti progetti
di Zapruder filmmakersgroup: la performance musicale (s)wing/concerto,
e il video in 3D PLETORA. Il Dono (Monte di Pietà, 15, 16, 17, 18
luglio).
Poi, a sorpresa, Strike!, le
incursioni-laboratorio guidate dall’attrice premiata agli Ubu 2009
Silvia Calderoni (strade e piazze di Santarcangelo, 15,
16, 17 luglio). Una pompa di benzina è lo scenario di Elvis’ Sturdust,
breve, malinconica rapsodia di piccoli gesti che fanno riapparire la
figura del mito del rock ad opera del Teatro delle Moire
(16, 17 luglio). A chiudere il festival, Laifi Snao, di
Filippo Timi una performance-lettura sfrenata e cavernosa che ha
sullo sfondo un orizzonte minaccioso, incarnato nello scenario
commerciale quotidiano in cui siamo immersi, mondo che spaccia per vita
qualcosa che alla vita molto poco somiglia (Sferisterio, 18 luglio,
ingresso gratuito).
Il teatro chiama: musica, disegno, cinema,
scrittori rispondono
Per il mondo musicale intervengono Ronin
e OvO, a “consumare” un impasto di
musica, evocazione cinematografica ed eccessi (Piazza Ganganelli, 17
luglio), e il pianista irrequieto Elew (Eric Lewis),
prediletto dalla famiglia Obama, compagno di scena di molti grandi del
rock, che si diverte a spettinare partiture e posture classiche, e a
mescolare i generi senza diritto di epoca (Villa Torlonia, 15 luglio, in
collaborazione con Emilia Romagna Festival che ospiterà il concerto a
Cotignola il 25 luglio all’Anfiteatro delle balle, www.erfestival.org).
Fanno parte integrante del programma
anche i film documentari di Pietro Marcello (La
bocca del lupo, 15 luglio, presentato da Dario Zonta),
Federico León (Estrellas, 16 luglio, presentato
da Tatiana Saphir), e Gianfranco Rosi (Below
the Sea Level, 17 luglio, presentato da Marco Bertozzi),
indagini ai margini della vita. Così come le letture di scrittori dal
vivo, La voce degli scrittori, con Nicola Lagioia,
Gaia Manzini, Giorgio Vasta e
Simona Vinci. E Finestre di luce, le proiezioni di
disegni animati sulle finestre del paese a cura del Corso di
Perfezionamento di Disegno animato del Liceo artistico “Scuola
del libro” di Urbino. Oltre al ballo
notturno in piazza, adiacente al centro festival, con Dj
d’eccezione (tra gli altri Ics, Trinity,
UbiBroki, Squat#5, Nada,
Bronson prod.).
Il coinvolgimento del paese, i laboratori, l’arte pubblica, gli incontri,
le mostre, il centro festival e il campeggio
Sono diversi i progetti speciali di Santarcangelo
40, alcuni dei quali realizzati con il coinvolgimento della collettività
locale e degli spazi pubblici e privati della città, altri con il
coinvolgimento di chiunque sia interessato a donare il proprio atto
creativo.
Una moltiplicazione di incursioni nello spazio
pubblico segnalate dalla dicitura ESC (dal tasto del
computer che permette di uscire da un impasse) che vanno da un raduno di
chitarre e bassi elettrici che occuperanno il paese (a cura di
Dario Giovannini, 9 luglio), al contest hip-hop (a cura della
crew Il lato oscuro della costa, con la collaborazione
di Punta Corsara-Scampia, 16 luglio) cui si unisce l’artista cileno
Lulo, fino alla creazione degli orti urbani (Piccole
Nature Urbane) e al design sostenibile (Manolo Benvenuti).
Ma anche performance di danza urbana, creazione di murales d'autore
firmati da Ericailcane, oltre ai laboratori per bambini
a cura di Silvano Voltolina e di Hamelin,
quest’ultimo dedicato, come il progetto di Sguscio, alla
città. A questo si aggiungono le iniziative legate al
Quarantennale tra cui una mostra di manifesti e foto d’epoca
ingigantite e installate negli angoli del paese che furono cornice di
momenti d’arte memorabili, e installazioni video nei locali pubblici; un
laboratorio di fotografia che nega gli assunti della tecnica per captare
immagini del festival come appunti estemporanei e immortalarne
l’immediatezza, con la guida dell’artista disegnatore Stefano
Ricci sotto il titolo Gli esagerati; e il progetto
Adotta un Doc, che apre le case private organizzandovi
la visione di documentari a cura del docente dello IUAV Marco
Bertozzi. Il Festival di Santarcangelo torna poi a ospitare il
Premio “Lo Straniero”, riconoscimento assegnato dalla
rivista omonima diretta da Goffredo Fofi alle figure che
si distinguono come “eretiche” in diversi campi dall’arte all’intervento
sociale, dalla scienza alla filosofia; ultimo ma non ultimo il progetto
cosiddetto del Manifesto rosso, ovvero la scelta di
attivare come immagine del festival una semplice campitura rossa e di
farne un manifesto “aperto”, a disposizione di chiunque voglia idearne
l’immagine (www.santarcangelofestival.com).
Incontri a tema sull’altro, sullo spettatore e sulle scuole d’arte: “Chi
è il mio prossimo?”, “Un oscuro scrutare” e “Passeggiando tra i draghi
addormentati” (coordinati rispettivamente da Piergiorgio Giacchè,
Carlo Roberto Fratini Serafide e Paolo Fabbri,
parteciperanno tra gli altri Gianfranco Bettin,
Carlo Donolo, Carlo Brutti); e uno
Speakers’ corner per la presentazione di riviste e libri (con
Gerardo Guccini, Marco De Marinis,
Bruna Gambarelli, Pier Francesco Pacoda,
Luigi Monti). Torna Radio Gun Gun a cura dell’Osservatorio
critico condotto da Altre Velocità, con puntate
a tema, tra cui quella dedicata al libro di Claudio Meldolesi su Leo de
Berardinis che fu direttore del festival tra il 1994 e il 1997.
Novità assoluta la creazione di un
campeggio a cura dell’Associazione Ora d’aria, realizzato nella
zona antistante lo stadio di Santarcangelo, per compiere quel desiderio
di accoglienza che è fondante nei presupposti dell’intero progetto
triennale 2009/2011.
Santarcangelo 40 è realizzato dall’Associazione
Santarcangelo dei Teatri. Enti soci: Provincia di Rimini, Comune
di Santarcangelo di Romagna, Comune di Rimini, Comune di Longiano, Comune
di Poggio Berni, Comune di San Mauro Pascoli, Comune di Torriana.
Partner Istituzionali: Regione Emilia-Romagna, Ministero per i Beni
e le Attività Culturali, Agenzia Marketing Turistico Riviera di Rimini
Aeradria-Aeroporto Internazionale “Federico Fellini”, APT Servizi Regione
Emilia-Romagna, Camera di Commercio di Rimini, Fondazione Cassa di
Risparmio di Rimini, Gruppo Hera, Banca popolare dell’Emilia-Romagna-Tesoreria
del Festival. Con la collaborazione di: Ambasciata del Cile in
Italia, Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma, British Council,
Emilia Romagna Festival, Festival delle Colline Torinesi, Japan
Foundation, Repubblica di San Marino-Segreteria di Stato per l’Istruzione
e la Cultura. Media Partner: Radio3 Rai, Radio
Città del Capo, Radio Gamma, Radio Icaro, San Marino RTV Radiotelevisione
della Repubblica di San Marino.