Pesca, l'assessore regionale Rabboni: "Il ministro
all'Agricoltura Galan ci ripensi ad escludere la deroga per la pesca
sotto costa in Adriatico".
Bologna - «Ministro ripensaci. Alcuni tipi di pesca speciale sotto costa
non sono incompatibili con il rispetto, la tutela e la valorizzazione
della biodiversità marina. E poi oltre alla sostenibilità ambientale non
si può mettere a rischio un sistema economico come quello della pesca».
Lo ha sottolineato l’assessore regionale alla Agricoltura, economia
ittica ed attività faunistico-venatoria Tiberio Rabboni rispetto alle
affermazioni del ministro all’Agricoltura Gian Carlo Galan – intervenuto
ad un convegno organizzato nel bolognese dalla Confagricoltura - che ha
escluso la possibilità di una deroga alla pesca a strascico sotto costa.
«Con il supporto di biologi marini ed esperti del settore, stiamo
mettendo a punto – ha aggiunto l’assessore Rabboni - un piano di
gestione locale unico per le regioni Emilia-Romagna e Veneto, che
preveda quelle deroghe indispensabile per garantire, accanto alla piena
sostenibilità ambientale, anche la sostenibilità economica della pesca
nel mare Adriatico. Il piano dovrebbe prevedere la possibilità della
pesca entro le tre miglia e con reti specifiche, di specie quali il
latterino, i marsioni, i moscardini e l’aphia minuta. Pesci tipici
dell’Adriatico, che mantengono dimensioni ridotte anche quando
raggiungono l’età adulta. Quindi è possibile realizzare, con determinati
accorgimenti, la pesca a strascico per alcune specie senza danneggiare
l’attività riproduttiva di altre specie».
Riguardo la sostenibilità ambientale, Rabboni ha evidenziato che «alla
Regione Emilia-Romagna, sta a cuore, tanto quanto al Ministro Galan, la
qualità del territorio e delle sue coste. La possibilità di effettuare
quel tipo di pesca, anche con le nuove regole europee, è confermato sia
dalla recente autorizzazione alle deroghe rilasciate da Bruxelles alla
Regione Liguria, sia dall’ esperienza dei pescatori nonché dalla
comunità scientifica che ci dice che si possono pescare alcune specie
adulte senza danneggiarne altre».
Inoltre ricordando che «sono a rischio centinaia di aziende e miglia di
posti di lavoro», Rabboni ha sottolineato che «una volta definito il
Piano di gestione locale unico Emilia-Romagna-Veneto, questo dovrà
essere inoltrato dal ministero all’Agricoltura a Bruxelles. E in questo
passaggio contiamo che il ministero dia un parere favorevole. D’altra
parte, come evidenziato dal ministro, se ci sono state inadempienze e
ritardi da parte del suo predecessore, non è giusto che queste ricadano
sui pescatori e sul sistema economico locale».