Modena – Grandi attori e registi della scena contemporanea italiana ed
europea, dal prossimo autunno, per la stagione 2010-11 del
Teatro Storchi di Modena.
Sul palco del teatro, in esclusiva
per l’Italia, il regista francese Eric Lacascade, già ospite di VIE
Scena Contemporanea Festival, presenterà Les Estivantes
(I Villeggianti) di Maksim Gor'kij, autore da lui molto amato. Un cast
internazionale composto da attori inglesi e italiani, caratterizza
Interiors, sorprendente spettacolo diretto dal giovane
Matthew Lenton tratto da “L’interieur”, del belga premio Nobel Maurice
Maeterlinck, spettacolo di grande fisicità e visualità sul tema del
guardare e dell’essere guardati.
L’attenzione che Emilia Romagna Teatro riserva alla produzione sfocia in
tre nuovi lavori i cui debutti avverranno al Teatro delle
Passioni. Monica Conti è la regista di Le Mutande,
testo del tedesco Carl Sternheim, autore poco conosciuto in Italia la
cui grandezza in patria è considerata pari a quella di Bertolt Brecht.
Il testo, pur nei toni da commedia brillante, si arricchisce di una
profondità sorprendente nel delineare i soggetti protagonisti; uno
storico allestimento di “Le Mutande” debuttò al Teatro Comunale di
Modena, nel 1968, con la regia di Luca Ronconi. E ancora: Freddo
del drammaturgo svedese Lars Norèn, nella sua prima versione italiana
con la regia di Marco Plini, da anni collaboratore di Massimo Castri,
che sceglie un testo di grande attualità in cui affronta il tema della
tolleranza e dell’immigrazione.
Beneficiano dell’attenzione che Emilia Romagna Teatro riserva ai
giovani gruppi i romagnoli Menoventi con due lavori:
Invisibilmente e Infesta. I tre ragazzi che ne
sono il nucleo artistico nonostante la giovane età sono già capaci di
curiose intuizioni che arrivano allo spettatore.
La stagione è stata presentata questa mattina a Modena, nel corso di
una conferenza stampa cui ha partecipato, tra gli
altri, l’assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna,
Massimo Mezzetti.
“Si è avviato un lavoro per creare un sistema culturale policentrico
dell’Emilia-Romagna, in cui occorre che ciascuno faccia la propria parte
– ha affermato l’assessore Mezzetti -. Ert, il cui
lavoro sostengo e apprezzo, in questo ambito si è conquistato un ruolo
chiave con una caratterizzazione d’eccellenza, creando un percorso tra
innovazione e tradizione riletta in chiave contemporanea”. “Ci
apprestiamo a una stagione di tagli – ha poi commentato Mezzetti -:
stiamo arrivando a un limite sotto al quale c’è un deserto culturale.
Perciò occorre bilanciare una controffensiva culturale, perchè il
benessere non è solo il Pil, la cultura non è da considerarsi un bene
immateriale ma può anzi essere un settore della nuova economia, su cui
investire”.
“Entro il 2012 Emilia Romagna Teatro si pone l’obiettivo di formare una
compagnia stabile - ha detto il direttore di Ert Pietro Valenti
- e a questo scopo sono necessari almeno altri due stabili. Siano essi
pubblici o privati, che sostengano questa idea. Sarebbe politicamente
opportuno che venisse stabilita una mission ben precisa pere i Teatri
Stabili evitando lo spreco di risorse. Modena in questo senso può ambire
a diventare un’officina del contemporaneo”.
L’apertura di stagione vedrà a Modena, a pochi giorni dal debutto
assoluto che si terrà a Roma, Il misantropo di Molière,
nella regia di Massimo Castri, che, forte di un ottimo periodo creativo,
a pochi mesi dal debutto di “Finale di Partita”, sceglie di confrontarsi
con Molière, il commediografo francese per eccellenza di cui sarà
protagonista un attore di razza come Massimo Popolizio.
Galatea Ranzi sarà Mirandolina ne La Locandiera, che la
regia di Pietro Carriglio libera dagli stereotipi del goldonismo,
focalizzando l’attenzione sullo straordinario meccanismo teatrale della
commedia. Sarà un Paolo Rossi in una ritrovata ottima forma il
protagonista de Il Mistero Buffo di Dario Fo (PS: nell’umile
versione pop), personalissima rilettura con cui Rossi rende
omaggio al maestro e al suo testo capolavoro.
Alessandro Gassman segna il cartellone con un’importante doppia
presenza: sarà infatti regista e protagonista di Roman e il suo
cucciolo, del drammaturgo americano di nascita ma di origine
cubana Reinaldo Povod, un testo che ebbe, nella Broadway degli anni
Ottanta, una versione con De Niro, nel ruolo che ora è dell’attore
italiano. Gassman sarà regista di Immanuel Kant di
Thomas Bernhard, autore austriaco da lui prediletto, la cui parola
drammaturgica, nella sua splendida ossessività, attraversa la scena
europea.
Protagonista della scena teatrale italiana, Franco Branciaroli sarà
Edipo Re di Sofocle, in una rilettura che tiene conto
dei contributi teorici di diversi studiosi tra cui quella del padre
della psicanalisi Sigmund Freud e di quelle del filosofo e antropologo
francese René Girard.
Giovanni Testori, che di Branciaroli fu caro amico, è l’autore de
I promessi sposi alla prova che porta sul palco dello
Storchi un attore come Sandro Lombardi insieme alla sua compagnia,
diretti da Federico Tiezzi. Il più celebre dei testi beckettiani
Aspettando Godot, riporterà sul palco dello Storchi Eros Pagni
e Ugo Pagliai.
Marco Paolini tornerà a Modena con il nuovo spettacolo sulla figura
del grande scienziato Galileo Galilei, dal titolo ancora provvisorio
ITIS Galileo.
Ancora un grande protagonista del teatro italiano: Luca De Filippo,
firma la regia di Le bugie con le gambe lunghe,
commedia che Eduardo scrisse nel 1946 subito dopo il debutto napoletano
di “Filumena Marturano”; la straordinaria fortuna incontrata da quel
testo fece rinviar il debutto della commedia che avrà come protagonista
lo stesso Luca.
Bestseller del teatro americano, pluripremiato sia nella versione
teatrale che in quella televisiva, Angels in America ha
trionfato anche Italia nel lavoro diretto da Ferdinando Bruni ed Elio De
Capitani. Epopea contemporanea divisa in due parti (Millennium
Approaches e Perestroika), è un lavoro avvincente abitato da
personaggi della storia recente degli Stati Uniti d’America