Frutta estiva e crisi di mercato - Rabboni scrive a
Galan: anche in Italia un accordo tra produttori e grande distribuzione
sul modello di quello firmato in Francia nei giorni scorsi. "A rischio la
sopravvivenza di un comparto di fondamentale importanza".
Bologna -La grave crisi dei prezzi che la scorsa estate ha colpito il
comparto della frutta estiva , pesche e nettarine in testa, mettendo in
forte difficoltà tante aziende agricole, di fatto costrette a produrre
sottocosto, non deve ripetersi. E per questo l’assessore regionale
all’agricoltura Tiberio Rabboni , in attesa di un
pacchetto complessivo di misure da condividere a livello comunitario,
chiede al Governo di farsi promotore di un accordo tra mondo agricolo
e grande distribuzione per limitare gli effetti negativi di possibili
crisi di mercato, evitando in particolare eccessive disparità tra prezzi
alla produzione e prezzi al consumo. Un esempio al riguardo c’è già -
spiega Rabboni in una lettera inviata oggi al ministro dell’agricoltura
Giancarlo Galan - ed è l’accordo raggiunto in Francia
nei giorni scorsi tra mondo agricolo e grande distribuzione “con
l’autorevole mediazione del presidente Sarkozy”.
L’intesa francese, spiega Rabboni , prevede che “in caso di crisi di un
determinato prodotto, la distribuzione non aumenti gli specifici margini
lordi, mantenendoli allo stesso livello di incidenza percentuale media
delle tre campagne precedenti”, con una tassazione aggiuntiva per i
distributori con un volume d’affari superiore ai 100 milioni di euro che
non sottoscriveranno tale accordo.
“Le chiedo - scrive pertanto Rabboni a Galan – di farsi portavoce presso
il Governo delle difficoltà incontrare dagli agricoltori nella difesa
della redditività dei prodotti a più elevata deperibilità e maggiormente
colpiti dalle crisi congiunturali, promuovendo anche in Italia
provvedimenti simili a quelli francesi”. “Una situazione analoga a
quella che ha caratterizzato le scorse annate – sottolinea infatti
Rabboni – potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza di un comparto di
fondamentale importanza per l’economia nazionale”./PF