Bologna - Esce in questi giorni il nuovo numero di Europei, la rivista
della Regione sui temi comunitari. Al centro, il dossier sul Trattato di
Lisbona, che dà il via a una serie di approfondimenti che il giornale
farà sulla nuova Costituzione europea.
Il Trattato di Lisbona è entrato in vigore lo scorso primo dicembre e
mai, nella storia dell’Europa e dei 27 paesi che la compongono, un
trattato costituzionale ha avuto sorte meno fortunata di questo.
I motivi sono tanti e noti; a partire dall’Europa che è lontana dalla
gente, non dimenticando la scarsa volontà politica di leadership molto
concentrate nei propri confini nazionali e anche l’insufficiente
coinvolgimento dei cittadini.
Eppure il Trattato, che modifica il precedente Trattato dell’Unione
Europea e pure quello che istituisce la Comunità Europea, ha un’infinita
serie di articoli, raggiunge le 300 pagine e impegna il nostro Paese e
gli altri 26 in norme e principi di grande valore. Anche per questo, il
giornale ha pensato di parlarne, a partire dalla principale polemica
che lo investì a suo tempo: quella sulle “radici cristiane” dell’Europa.
Polemica innestata da papa Woytila che all’Europa credeva,
(come racconta Alberto Melloni, docente universitario, editorialista del
Corriere della Sera, direttore della Fondazione per le scienze religiose
Giovanni XXIII) il quale desiderava che la cultura cattolica non venisse
schiacciata (o dimenticata) dalle sole esigenze laiche.
E Giacomo Marramao, (filosofo e direttore della Fondazione Basso) che
sottolinea, al contrario, l’inattualità storica di quella polemica, pur
partendo da ragioni oggettive.
Sull’identità europea e sulla crisi di una idea condivisa di Europa
interviene anche nell'editoriale Bruno Simili, redattore capo della
rivista “il Mulino”.
Il giornale racconta poi gli otto programmi di cooperazione territoriale
europea attivi in Emilia-Romagna, che si concentrano su innovazione e
sviluppo imprenditoriale, ambiente , mobilità sostenibile, efficienza
energetica, cultura, turismo e sviluppo urbano e hanno risorse
comunitarie assegnate per 17,5 milioni di euro.
Un altro importante progetto di cui la Regione è coordinatrice per le
attività di scambio è Water Core, sul migliore utilizzo delle risorse
idriche e sugli interventi da attuare per combattere la scarsità di
acqua. Vede coinvolte 7 regioni europee.
Europei ritorna poi sulla polemica che riguarda gli organismi
geneticamente modificati, dopo la recente decisione del Commissario
europeo all’Ambiente John Dalli che autorizza la coltivazione della
patata ogm nota con il nome di Amflora. L’Emilia-Romagna è contraria a
questa decisione,
lo dice lo stesso fatto che da tempo aderisce al movimento della regioni
europee ogm free.
Tra le notizie di questo numero anche il progetto “Arti-ficio,
laboratori artistici per persone in condizioni di svantaggio”. Lo ha
ideato “La Cremeria”, un ente di formazione di Reggio Emilia che ha
ottenuto finanziamenti del Fondo sociale europeo per favorire percorsi
artistici all’interno del carcere./OC
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