Bologna - In merito alla annunciata lettera del sottosegretario alla
salute Eugenia Roccella ai presidenti delle Regioni relativa alle
modalità di somministrazione della RU486, richiamata sulla stampa il 21
febbraio, l’assessore alle politiche per la salute della Regione
Emilia-Romagna Giovanni Bissoni ha dichiarato:
“Valuteremo con molta
attenzione la lettera annunciata dal sottosegretario Roccella sulle
modalità di somministrazione della RU486 tenendo presente che, in
materia di organizzazione e gestione dei servizi sanitari, la
Costituzione tutela l’autonomia regionale. Per la RU486 l’Emilia-Romagna
ha assunto il proprio orientamento, preferendo il ricorso al ricovero in
day hospital, nel pieno rispetto della tutela della salute della donna,
della 194, della delibera AIFA, delle valutazioni clinico-assistenziali
dei professionisti coinvolti.”
“Ritengo infatti – ha aggiunto Bissoni - che in materia assistenziale,
senza invocare obblighi che la 194 non ha mai previsto (vedasi in
particolare gli articoli 8 e 15), debbano essere i professionisti, e
non la politica, a definire i migliori percorsi assistenziali sulla base
delle competenze e conoscenze scientifiche. Condivido pienamente che la
RU 486 debba rimanere un farmaco a somministrazione ospedaliera, ma
affermare che la donna debba essere sottoposta a ricovero ordinario fino
alla certificazione dell’avvenuta espulsione dell’embrione, verifica che
peraltro si compie al 14° giorno, è un non senso sostenibile solo nel
presupposto che la donna, sotto la propria responsabilità, firmi le
dimissioni volontarie e anticipate”.