Il momento politico che sta attraversando
la maggioranza chiamata dagli elettori ad amministrare il Comune di
Pisticci richiede una fase di profonda ed oculata riflessione, alla quale
non può sottrarsi chi, come il Sindaco, è preposto a guidare una
coalizione di governo cittadino in quanto chiamato direttamente dalla
collettività a farsi garante e custode del patto elettorale, di
quell’accordo ideale e nobile, manifestato nell’urna, che corrisponde ad
un vincolo di democrazia ed investe chi viene insignito dei poteri
conferitigli dal popolo di un impegno costante allo scopo di realizzare il
bene della comunità.
La coalizione che tre anni fa vinse le
elezioni a Pisticci oggi ha aderito nella quasi totalità dei suoi
consiglieri al Pdl. Ma alla scelta di confluire nel partito unico di
centro – destra nato l’anno scorso non è corrisposto alcun beneficio per
la compattezza della maggioranza, anzi le diversità sono emerse con
maggiore evidenza, fino a sfociare in alcuni momenti di vera crisi
politico – amministrativa.
Le dinamiche di una situazione di
criticità venutasi a creare nella maggioranza che guida il Comune di
Pisticci, acuite di recente in seguito all’indisponibilità ad approvare il
bilancio di previsione 2010 da parte di cinque consiglieri, di cui quattro
del Pdl, che condizionano il loro voto favorevole ad alcune questioni
pretestuose, perché in realtà l’Amministrazione sta lavorando da tempo e
con risultati alla soluzione dei problemi denunciati dai cinque firmatari,
si sono sviluppate, pertanto, proprio all’interno del Pdl.
La situazione di oggi è paradossale: il
Sindaco rischia di non avere una maggioranza, perché di fatto cinque
consiglieri, di cui quattro del Pdl, che dovrebbero sostenerla hanno
espresso, attraverso un documento ufficiale seguito da un manifesto
pubblico, la volontà di non votare il bilancio, mentre non risulta ancora
ben definita la posizione del Presidente del Consiglio Comunale.
Ne consegue una situazione di incertezza in ordine alla tenuta
dell'Amministrazione di cui il partito, a livello locale, ha forti
responsabilità aggravate dalla circostanza che uno dei firmatari del
documento risulta essere uno dei due coordinatori del Pdl, oltre che
Consigliere Comunale.
D'altra parte simili comportamenti si sono
già consumati nel luglio 2009 allorquando gli stessi quattro Consiglieri
Comunali del Pdl, unitamente al Presidente del Consiglio, hanno dato luogo
ad un'azione distruttiva dell'attuale Amministrazione mediante un
tentativo di dimissioni dal loro incarico che non si è realizzato in
quanto un Consigliere Comunale di minoranza non ha aderito facendo venire
meno il numero necessario per la riuscita dell'operazione, che avrebbe
portato alla fine anticipata di questo governo cittadino.
Un partito, quindi, che sin dalla sua nascita ha consumato ogni tentativo
per annientare l'attuale Amministrazione anche con attacchi diretti al
Sindaco (manifesti, articoli giornalistici ed altro) manifestando in tal
modo una vocazione all'autolesionismo sfociata in comportamenti
parossistici di suicidio.
In tutte queste vicende non si riesce a
comprendere il comportamento di indifferenza e distacco di fronte a
problemi politici di grande rilevanza per la tenuta dell'Amministrazione e
del governo di questa città da parte dei dirigenti provinciali e regionali
del partito.
Devo constatare, con grande amarezza e delusione, che nei momenti più
difficili della vita amministrativa e politica di questo Comune amici,
dirigenti regionali e provinciali, con i quali ho avuto il piacere di
portare avanti grandi battaglie di libertà e democrazia, hanno manifestato
un comportamento di indifferenza non solo verso i problemi politici, ma
anche in riferimento ad un'amicizia che il sottoscritto ha sempre,
comunque e dovunque dimostrato.
Sento il dovere di assicurare il governo
della mia città e se questo non mi è consentito per le sopracitate
circostanze con la maggioranza all'interno del Pdl, sono costretto a
ricercare maggioranze anche alternative all'interno delle forze presenti
in Consiglio Comunale ed affinché questo possa essere possibile è
indispensabile che il Sindaco si spogli di ogni tipo di appartenenza
politica.
Sono, pertanto, costretto, come faccio con questo documento, a rassegnare
le dimissioni dal Pdl.
Sono sicuro che gli organi provinciali e
regionali del Pdl comprenderanno il significato della mia sofferta
decisione che assumo con la convinzione che tale scelta sarà apprezzata
dai miei cittadini come atto di onestà politica ed intellettuale, che ha
come unico obiettivo quello di determinare nuove condizioni politiche
fuori dagli schemi finora sperimentati e fondate sulla chiarezza ed il
coraggio di potersi proporre in spirito di sacrificio per il bene di
questa comunità.
Pisticci lì 04/06/2010
Il Sindaco
Ing. Michele Vimiano Leone