Comune di Matera
Presentazione al
Consiglio Comunale
delle linee
programmatiche per il mandato amministrativo 2010/2015
Care Consigliere, Cari
Consiglieri
La presentazione delle
linee programmatiche che a norma di Statuto oggi vi presento vuole
rispondere non soltanto al doveroso rispetto della legge ma soprattutto
offrire una serie di concrete indicazioni partendo dal programma
elettorale che rimane l’organica proposta politica-programmatica della
coalizione di governo.
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Noi siamo consapevoli
che governare una città come Matera significa avere chiaro il ruolo che la
città dei Sassi per storia, tradizione, cultura, proprio convincimento e
generale riconoscimento deve svolgere in ambito regionale e meridionale.
Matera è indispensabile
alla Basilicata, perché costituisce l’elemento di massima riconoscibilità
di un territorio.
E Matera è anche molto
di più nel panorama meridionale, per la sua collocazione geografica. E’ un
naturale attrattore per il suo giacimento culturale e per la qualità che
esprime. Ma tutto questo se non è sostenuto da azioni positive e da una
consapevolezza collettiva della sua funzione rischia di vanificare la
potenzialità della nostra città.
Ecco perché sin dal
primo momento abbiamo proposto di produrre uno sforzo comune ed unitario
dei cittadini e delle istituzioni, per costruire nei prossimi 5 anni una
realtà molto diversa e migliore rispetto a quella attuale.
Dovremo sviluppare nei
prossimi anni un’azione corale per adeguare il livello di infrastrutture
di scala necessarie a modernizzare il sistema dei trasporti per rendere
competitivi la città ed il suo territorio. Dovremo condividere con i
Comuni della Provincia programmi e progetti che facciano svolgere alla
Città la sua funzione di capoluogo, sapendo che lo sforzo maggiore tocca
alla nostra città.
Con l’autorevolezza che
ne deriverà Matera potrà rivolgersi alla Puglia per incrementare le
potenzialità e offrire servizi di qualità ed economicamente sostenibili.
Con lo stesso spirito e
la stessa forza attrezzeremo la città ed il territorio per la sfida della
candidatura a capitale europea della cultura 2019, che rappresenterà
l’indirizzo strategico dell’azione di governo.
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A poco più di un mese
dal mio insediamento abbiamo potuto raccogliere, anche attraverso una
fitta serie di incontri, dati ed elementi utili per puntualizzare gli
obiettivi e raccordarli con le proposte ampiamente discusse durante il
periodo elettorale.
Abbiamo una sfida
complessa davanti a noi, perché complessi sono i problemi che attanagliano
la nostra città a causa della crisi internazionale che ha messo in
ginocchio tante nostre imprese e tante nostre famiglie. Una sfida che
vogliamo affrontare con senso di responsabilità, fiducia, condivisione,
trasparenza. Termini che sono alla base del nostro progetto per la città.
Sappiamo bene che sarà
un percorso non facile proprio perché la crisi economica ha trovato il
Governo nazionale impreparato a fornire risposte adeguate, arrivando
persino a negare l’esistenza della crisi e quindi impedendo il varo di
politiche capaci di fronteggiare i tanti problemi. E’ di queste ore
l’annuncio di una manovra che probabilmente supererà i 30 miliardi di euro
per mettere a posto i conti pubblici. E’ allarmante che si annuncino nuovi
tagli ai Comuni.
Proprio per questo
venerdì scorso ho partecipato, insieme a centinaia di Sindaci di tutte le
Regioni del Sud e di ogni parte politica, alla manifestazione promossa a
Bari dall’ANCI, per reclamare il rispetto degli impegni già assunti dal
Governo verso i Comuni.
I Sindaci hanno ribadito
che manca l'85% degli stanziamenti per le aree svantaggiate, così come
previsto dalle leggi e dagli impegni presi. Negli ultimi cinque anni 50
miliardi di euro destinati al Sud sono stati trasferiti ai territori del
Nord; con quei fondi lo stato ha finanziato di tutto, dalle quote latte,
ai trasporti nel lago di Garda, al disavanzo delle Ferrovie dello Stato.
Il Governo nazionale ha fallito su tutte le politiche di sostegno
addizionale dimenticando che quando l’Italia ha puntato sui Comuni,
favorendo il protagonismo e l’autonomia dei territori, il Paese è
cresciuto a ritmi elevati e il Sud è cresciuto a ritmi ancora superiori,
come mai era successo. E’ evidente che in un contesto come quello che
stiamo vivendo servono ancora di più autostrade e linee ferroviarie. Ma,
purtroppo, il Governo pare sordo di fronte alle richieste dei Comuni del
Mezzogiorno.
Siamo chiamati a
politiche rigorose. E tutti devono fare la loro parte. Ci sono Comuni che
hanno prodotto disastri, ricordo per tutti Catania, con il Sindaco medico
che dopo aver indebitato il Comune per centinaia di milioni di euro si è
visto ripianare i debiti da una graziosa elargizione del Governo. Anche
Roma non è stata da meno: dopo aver ricevuto dal Governo ben 500 milioni,
oggi torna a battere cassa. E ci sono Comuni come Matera, invece, che
hanno rispettato i patti e saranno chiamati a tagliare ancora sui servizi
essenziali.
Oggi però si mette in
discussione il ruolo stesso dei Comuni, si mette in discussione la
possibilità che i cittadini continuino ad usufruire dei servizi ai quali
hanno diritto. E la coesione sociale rischia di sgretolarsi. La stessa
rigidità del Patto di stabilità rischia di compromettere la crescita anche
di quei comuni virtuosi, come il nostro, che il Patto di stabilità lo
hanno rispettato appieno.
Tutto ciò è ancora più
grave in un momento in cui è assolutamente indispensabile che i Comuni
mettano in campo investimenti per dare una risposta alle tante persone che
sono state espulse dal tessuto produttivo.
Matera è un esempio di
queste necessità. La crisi del mobile imbottito ha messo in ginocchio
un’intera economia e lasciato sul campo migliaia di operai che oggi sono
in CIG.
Questa amministrazione
comunale, al di là delle sue dirette e specifiche competenze, deve
rispondere alla crisi attraverso l’allestimento di una iniziativa di
promozione del territorio, che chiami in campo imprese e sindacati per
avviare nuovi investimenti, puntando a quel grande patrimonio umano e
professionale costituito proprio dai cassintegrati.
Anche i vantaggi
salariali e previdenziali previsti dalle leggi legati alla possibilità di
reimpiego dei cassintegrati per favorire nuovi investimenti potranno
renderci più competitivi e favorire il ritorno al lavoro di tanti giovani
operai, con i quali ho avuto modo di dialogare nei giorni scorsi.
Occorre rimettere in
moto il sistema delle imprese e, quindi, l’occupazione; occorre sviluppare
politiche attive per il lavoro, e attivare quanto è nelle nostre mani e
nelle dirette competenze del Comune.
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Abbiamo aperto i
cassetti e dato priorità a quei lavori pubblici di piccola e media entità
e di rapido avvio, che necessitavano soltanto dell’impulso positivo
dell’Amministrazione e che erano invece dormienti.
Mi riferisco in
particolare a lavori pubblici di grande interesse come la manutenzione di
edifici scolastici, l’abbattimento di barriere architettoniche,
l’ampliamento del cimitero, la riqualificazione di quartieri, compresa
l’immediata apertura di un senso unico in Viale Italia, per complessivi
oltre 8 milioni di euro. Inoltre:
·
8 milioni per il completamento degli investimenti previsti
dai PISU (vecchio programma), tra cui l’ultimazione del parco integrato di
Serra Rifusa;
·
Abbiamo avviato relazioni con il Ministero delle
Infrastrutture per recuperare 4 milioni di euro per il Contratto di
Quartiere del Borgo La Martella;
·
Nei prossimi mesi definiremo il dettaglio per realizzare
gli investimenti di 33,4 milioni di euro rivenienti dai nuovi programmi
PISUS: 12 milioni di opere pubbliche; 13,4 milioni per la mobilità urbana,
che serviranno a finanziare il programma della mobilità sostenibile; 1,5
milioni nel campo dell’acceso alle reti di comunicazione, che utilizzeremo
anche per innovare i rapporti e l’offerta dei servizi a vantaggio dei
cittadini, come definito nel dettaglio del programma; 6 milioni per aiuti
a singoli ed imprese;
·
2 milioni di opere pubbliche sono previsti nel programma
PIOT (offerta turistica) per completare i servizi alla Cava del Sole, per
realizzare la segnaletica e la sentieristica nei Sassi e nel Parco delle
Chiese Rupestri, per mettere la parola fine al completamento dei lavori al
Convento di S. Lucia Vecchia.
Un programma di
investimenti di oltre 50 milioni di euro oltre gli altri previsti dal
piano delle opere pubbliche che richiedono una organizzazione puntuale ed
efficiente che sappia utilizzare, motivare e valorizzare le risorse umane
a cui chiedere uno sforzo per mandare avanti i progetti cantierabili. Non
possiamo nascondere che proprio su questo versante abbiamo i maggiori
problemi interni che vanno superati attraverso la nuova organizzazione
degli uffici e dei servizi.
Per garantire efficienza
e trasparenza si procederà ad organizzare la macchina amministrativa
mediante un unico ufficio appalti, i cui componenti saranno sottoposti a
periodici aggiornamenti normativi, al cui ufficio dovranno confluire tutta
la progettualità di lavori e servizi di tutti i settori.
Sarà necessario
modificare il regolamento degli appalti, per uniformare le procedure
previste dal D.Lvo 163/06 ( Codice degli Appalti) anche mediante la
validazione rigorosa per ridurre i tempi di esecuzione ed il contenzioso
con le imprese appaltatrici.
Anche sulle commissioni
di gara, saranno individuate le modalità più adeguate a rispettare
trasparenza, pubblicità e partecipazione democratica.
*****
Questa è una delle
ragioni per cui abbiamo deciso di sospendere la Delibera del Commissario
Prefettizio sulla organizzazione degli Uffici e dei Servizi. Abbiamo
avviato una verifica sul funzionamento complessivo della macchina
comunale: 377 dipendenti, di cui 62 collocati in categoria D (cioè la
fascia più alta, subito prima quella dei dirigenti), personale che è in
grado di servire il Comune con elevato grado di titoli e professionalità,
e che troppo spesso non viene sufficientemente valorizzato. Un vero e
proprio motore che dovrebbe rimuovere qualsiasi ostacolo, risolvere
rapidamente qualunque problema. E invece questo motore va a tre cilindri.
Occorre preparare una nuova organizzazione degli uffici e servizi che,
attraverso un piano delle assunzioni che tenga conto delle economie
derivanti dai pensionamenti, dia spazio al merito, convinti come siamo che
solo il merito può rappresentare la vera spinta per la motivazione.
Riorganizzare gli uffici
implica anche una riorganizzazione del palazzo, attraverso la quale almeno
l’80 percento dei servizi al cittadino venga svolto al piano terra di Via
Aldo Moro, con un “front office” adeguatamente attrezzato. Non si tratta
solo di evitare che i cittadini si perdano nei corridoi, ma di rendere più
efficiente la risposta ai loro bisogni.
E a tal proposito
intendiamo realizzare, in altra sede, un vero e proprio archivio del
Comune, progettando un intervento finanziabile dalla Regione per la
conversione e l’archiviazione digitale di tutto il materiale cartaceo in
nostro possesso. In questo modo riusciremo a liberare altri spazi da
destinare ai servizi ai cittadini, eliminare la teoria di armadi
disseminati in ogni dove e, cosa non secondaria, offriremo occasioni di
lavoro e formazione agli impiegati comunali e a giovani disoccupati.
Dall’esame che abbiamo
effettuato sul bilancio risulta che i conti sono in ordine.
Ciò che invece desta
grande allarme è il contenzioso, non tanto quello ufficiale quanto quello
latente. Stiamo effettuando un’attenta verifica, ma dai primi riscontri
emerge che il Comune di Matera potrebbe essere chiamato a pagare danni per
molti milioni di euro: per vicende che affondano le radici nella notte dei
tempi ad esempio la presunta occupazione abusiva dei terreni in cui è
ubicata la vecchia discarica di via S. Vito, fino al recentissimo atto
ingiuntivo della CASAM per 6 milioni di euro.
Affronteremo con serietà
e senso di responsabilità ogni singola pratica, impegnandoci, alla fine
della ricognizione, a riferire al Consiglio Comunale.
Naturalmente l’azione
dell’Amministrazione sarà con la stessa determinazione finalizzata a
recuperare i numerosi crediti che il Comune vanta, nonché a perseguire
evasione ed elusione. Anche su questo riferiremo con puntualità.
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Il programma indica
l’obiettivo primario da perseguire: la qualità della città e della vita.
Territorio
e ambiente, paesaggio ed economia, accessibilità e mobilità, cultura e
turismo, città storica e nuovo tessuto urbano, aree urbane e spazi verdi,
devono essere oggetto di un solo atto pianificatorio complessivo e
complesso che veda seduti allo stesso tavolo tutti i soggetti titolari e
deputati alla elaborazione, attuazione e gestione dell’atto pianificatorio.
La programmazione e lo
sviluppo futuro previsto dovrà attuarsi attraverso gli strumenti
urbanistici, allo stato attuale in fase di stallo, definiti dalla L.R. n°
23/99, quali il Piano Strategico (PS), il Piano Strutturale Comunale (PSC),
il Regolamento Urbanistico (RU) e i Piani Operativi (PO). Tali strumenti
di tutela e governo del territorio devono essere necessariamente
coordinati per un’organica ed efficiente pianificazione dell’area di
riferimento, e integrati con il Piano dei Sistemi Culturali, della
Mobilità e del Traffico.
Il Regolamento
Urbanistico sarà portato rapidamente in Consiglio Comunale per la sua
adozione ricalcando quanto previsto dalla proposta Nigro 1999, perché la
città del futuro dovrà essere delineata attraverso il Piano strutturale.
In tal modo pensiamo di dare una risposta netta ed immediata alle esigenze
impellenti di governo del territorio che realizzeremo con il coinvolgimento in forma attiva della
cittadinanza per condividere le scelte di pianificazione.
Il metodo della
condivisione vedrà la istituzione di un Osservatorio permanente sulla
città per dar voce alle istanze territoriali dei cittadini e quindi
avviare e stimolare varie tipologie e occasioni di confronto. Anche per le
politiche abitative si istituirà l’Osservatorio casa quale strumento
conoscitivo e operativo in grado di orientare interventi pubblici in
materia.
Sbloccheremo rapidamente
vari interventi di recupero urbano che prevedono la realizzazione di
alloggi sociali (100) in Rione S. Giacomo, Borgo Venusio, Rione
Cappuccini, e verificheremo la possibilità, al fine di risolvere
definitivamente il problema dell’emergenza abitativa, di realizzare
ulteriori alloggi sociali (sovvenzionata, agevolata e convenzionata) in
modo da rispondere adeguatamente alle esigenze di coloro che non possono
accedere al mercato privato dell’abitazione.
Avvieremo inoltre le
procedure per il Piano Casa previste dalla legge regionale n.25/2009, e a
questo proposito porteremo in Consiglio Comunale le proposte sulle
decisioni assunte dalla precedente Giunta e dal Commissario Prefettizio.
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Una città
a vocazione turistica con l'ambizione di diventare capitale europea della
cultura deve adottare politiche ambientali rigorose.
La città
ancora oggi, nonostante l’avvio della raccolta differenziata dei rifiuti
si presenta in una condizione di igiene e pulizia urbana insoddisfacente.
Il servizio nel suo complesso, nonostante le novità, risente ancora troppo
delle decisioni di anni lontani. Saremo chiamati a scelte coraggiose e
innovative per consentire al nuovo tipo di gestione di realizzare
l’aspirazione di ciascun cittadino di Matera: una città pulita, degna
delle capitali europee.
Quanto
alla parte impiantistica (impianto di compostaggio e discariche) ormai
obsoleta e tecnologicamente superata, stiamo già predisponendo il suo
trasferimento all’AATO unico regionale.
La qualità
urbana si esprime anche attraverso un equilibrato rapporto tra verde
urbano e costruito; pertanto sarà necessario recuperare gli standard
minimi e assicurare la gestione del verde, a cominciare dai parchi, con
soluzioni gestionali economicamente compatibili che diano anche risposte
occupazionali.
C’è poi il campo aperto
della questione energetica che, da quanto risulta, non è mai stata
affrontata in modo serio. Basti pensare che la spesa energetica sostenuta
dal Comune ammonta ad oltre 2 milioni di euro all’anno. Manca un piano
energetico. Con la collaborazione della Sel (Società Energetica Lucana
della Regione Basilicata) procederemo alla elaborazione del PEC (Piano
Energetico Comunale) con l’obiettivo immediato di risparmiare almeno il
10% sulla bolletta energetica, provvedendo alla centralizzazione
dell’acquisto e attivando procedure per usare fonti alternative e
rinnovabili, come il fotovoltaico sugli edifici comunali, che possono
generare azioni virtuose trasferibili ai privati cittadini.
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Intendiamo costruire,
attraverso la concertazione e la compartecipazione degli attori
istituzionali coinvolti, ciascuno per la propria competenza, del terzo
settore e del mondo del volontariato, un nuovo esempio di welfare, basato
su politiche sociali integrate e su altri strumenti di programmazione, da
quello della sanità a quello del tempo libero passando attraverso le
politiche per l’ambiente, la formazione, il lavoro e la cultura, e
allargando il concetto di politiche sociali ai temi dell’organizzazione
urbana, dell’integrazione etnica e culturale, delle politiche abitative e
della mobilità.
Il modello degli
interventi sociali a cui pensiamo di riferirci è quello in linea con gli
approcci più moderni che la Commissione Europea raccomanda in materia di
politiche sociali, che è esattamene il contrario di un approccio di tipo
assistenzialistico, ma è fondato sui principi del workfare e
dell’inclusione attiva.
I principi ispiratori di
tale politica trovano infatti fondamento nella Legge Regionale n. 4 del
2007 che regolamenta la rete regionale integrata dei servizi sociali,
definendo l’assetto complessivo delle politiche socio sanitarie, socio
educative socio assistenziali e socio lavorative in un’ottica di filiera
lunga.
Tutto il sistema si deve
adattare a principi quali il sostegno all’accesso alle opportunità di
partecipazione attiva alla vita sociale e all’autorealizzazione dei
progetti di vita degli individui, in un’ottica di responsabilizzazione
personale. All’amministrazione comunale spetta l’importante funzione di
coordinamento, integrazione e animazione: non un problema funzionale
delegato ad un assessorato, come fatto sin ora, ma un elemento
qualificante e connotante una nuova qualità della nostra città.
Tutti questi impegni,
insieme al monitoraggio della qualità degli interventi, andranno assunti
da questa amministrazione in modo concertato tra tutti gli attori in campo
con l’obiettivo di omogeneizzare gli standards dei servizi erogati in
termini di qualità, efficienza ed economicità del sistema.
Anche le attività
motorie e sportive e di conseguenza la gestione degli impianti sportivi
rientrano tra le politiche sociali. Riqualificare gli impianti esistenti,
costruirne di nuovi, assicurare una gestione stabile attraverso un
virtuoso rapporto con il mondo dell’associazionismo e privati
investitori.
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L’identità
locale di Matera è intimamente legata ai Sassi. Essi sono l’anima stessa
della città. La programmazione di opere pubbliche è ferma da molti anni,
così come da molti anni non si promuove più il ri-finanziamento della
legge 771/86. Conseguentemente, i Rioni Sassi sono stati nuovamente “abbandonati”.
Bisognerà,
da subito, aggiornare la programmazione, pianificare gli interventi,
intercettare nuove fonti di finanziamento, migliorare i servizi e gestire
i conflitti.
Solo in
questo modo è possibile recuperare la fiducia dei residenti e di quanti
hanno scelto di fare impresa negli antichi rioni. Mettere in moto tutte
queste azioni contribuirà a superare la “marginalità urbana” in cui
i Sassi sono ricaduti, per consentire, finalmente, l’avvio di un processo
virtuoso per la città e l’intero territorio.
Turismo e
cultura costituiscono un binomio intimamente legato al grande patrimonio
costituito dai Sassi. La stessa candidatura a capitale europea della
cultura 2019 costituisce l’occasione per mettere a frutto le grandi
potenzialità che la città esprime. E’ necessario lavorare sulla qualità
dell’offerta e la formazione di una “domanda evoluta” della cultura. E
soprattutto è necessario avviare una promozione dell’offerta che sappia
rivolgersi ad un target particolarmente qualificato di domanda turistica e
culturale intercettando quei flussi a livello nazionale e internazionale
capaci di dare una svolta qualitativa e quantitativa al settore.
Per
cambiare dunque il focus della politica culturale da “cultura per tutti” a
“cultura di tutti”, con un’enfasi sulla capacità di partecipazione ad
iniziative culturali qualificate da parte dell’intera comunità locale, il
territorio, la città, ha bisogno di:
•
spazi fisici
per la
costituzione-costruzione di un “luogo- macchina culturale” deputato a
sfide più alte, perché non più semplice gestore di una collezione o di una
mostra, ma costruttore di una relazione complessa con la società;
•
costituzione di linee programmatiche condivise
e di
pubblica utilità strutturate sul medio-lungo termine, in modo da definire
obiettivi comuni sui quali lavorare in maniera congiunta e quindi più
efficace;
•
costruzione di un circuito
di
comunicazione-offerta-risorse-servizi;
•
costituzione di un “pool per la cultura”
finalizzato al coordinamento e alla valorizzazione delle professionalità e
delle risorse culturali già operanti sul territorio.
Strategie
ambiziose che implicano anche investimenti strategici e che prefigurino
uno scenario di reale costituzione di una “citta della cultura”,
disseminata d’iniziative che abbiano la capacità di consolidarsi nel
tessuto cittadino, incentivando l’insediamento di artisti, l’offerta alle
nuove generazioni, l’attivazione di processi di riqualificazione urbana e
sociale intorno ad eventi significativi, perché dove c’è più cultura c’è
anche maggiore innovazione, coesione sociale, tolleranza, capacità
creativa, adattamento alla competizione globale e chances di
sviluppo.
In questo
quadro Matera con il Polo universitario materano insieme ai centri di
eccellenza quali il Centro di geodesia spaziale, Agrobios, ENEA,
rappresenta una realtà sociale ed economica che, pur con arretratezze e
contraddizioni, è ricca di possibilità e potenzialità in molteplici campi.
Decisivo a questo proposito è la realizzazione del campus universitario
nell’area del vecchio ospedale.
Con l’ Agenzia Spaziale
e con Provincia e Regione si attiveranno accordi per avviare la nascita di
incubatori di imprese, al fine di generare un indotto al settore dell’
Osservazione della Terra, settore che, secondo lo studio Bocconi-Buzz del
dicembre 2008, ha un potenziale stimato in 800/1000 addetti nei prossimi
5/6 anni, per la gran parte laureati.
Un campus
che offra a docenti e ricercatori l’opportunità per una ricerca di alto
livello necessaria sia per lo sviluppo del territorio che per una
didattica di qualità.
L’area
verde del vecchio ospedale, riqualificata ed ampliata, collegata al parco
del castello in fase di riqualificazione, è quella individuata ormai da
anni (nove) per ospitare il polo materano.
Avere un
vero campus universitario inserito in una grande area verde e dotato di
spazi e servizi necessari per garantire un’offerta formativa di alta
qualità, più articolata e rispondente alle esigenze e caratteristiche
specifiche del contesto socio-economico locale, rappresenta un fattore
importante per la crescita della città e del territorio circostante. Per
raggiungere il fine di destinare l’intera area del vecchio ospedale alla
concreta realizzazione del campus universitario, si pongono i seguenti
obiettivi:
• rivedere
la sistemazione degli uffici regionale nell’area del campus trovando una
diversa sistemazione;
• avviare
i lavori per la realizzazione della casa dello studente (padiglione
Stella), progetto approvato dal Miur (febbraio 2010);
• avviare
la ristrutturazione del 1° padiglione (padiglione Plasmati),
•
riqualificare l’intera area del vecchio ospedale (collegandola al Parco
del Castello)
• definire
i tempi di realizzazione dell’intero intervento e attuare il controllo sul
rispetto dei tempi.
*****
Governare
con i cittadini. Questo sarà il tratto distintivo dell'azione di governo
della Città per i prossimi 5 anni con l’ambizione di eliminare il divario
tra il “Palazzo” e i cittadini, e fare della stessa sede municipale
realmente la casa di tutti.
Si
promuoveranno nuove modalità di interazione tra amministrazione e
cittadini, investendo nello sviluppo tecnologico e introducendo strumenti
del cosiddetto “web 2.0”, che consente una comunicazione bidirezionale e
partecipata. La reingegnerizzazione del sito Internet della città di
Matera prevederà anche l’individuazione di significativi canali di
discussione, con aree tematiche, forum allargati, utilizzo dei social
network. Nell’ottica dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile, il
rinnovamento e l’introduzione sempre più massiccia di tecnologie e
strumenti avanzati non soltanto non aumenterà i costi per la collettività
ma, al contrario, contribuirà ad abbatterli, attraverso alcune
significative azioni:
·
Adozione
di software “open source”;
·
Introduzione del sistema VOIP per le comunicazioni interne ed esterne;
·
Dematerializzazione dei dati cartacei e sostituzione degli stessi con i
corrispondenti digitali.
Il metodo
di governo democratico deve condurre a processi di partecipazione e di
decisioni in cui le varie espressioni del mondo economico e
imprenditoriale si confrontano con l’intera comunità senza trattative
separate con le amministrazioni.
La
partecipazione è impegnativa per tutti (cittadini e istituzioni pubbliche
e private) e prevede un percorso fatto di comunicazione, informazione,
studio, approfondimento, confronto, proposta, condivisione e decisione.