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Apprendo con sommo stupore le risultanze del comitato Ordine e Sicurezza Pubblica convocato su sollecitazione del Sindaco Adduce dopo l’episodio connesso della sua aggressione. A mio parere, ritengo il fatto una scena isolata che trova spazio solo nell’operato, certamente riprovevole, del singolo soggetto, talaltro subito isolato ed esaminato con la solita celerità dalle nostre forze di Polizia.

Orbene, in conseguenza di ciò cosa si vuole fare della casa comunale? ne si vuole fare un fortino ad uso della stravotata e tanto amata giunta Adduce: una scorta armata di due dipendenti della Polizia Municipale che pattuglieranno il palazzo, sottraendo ovviamente tale personale non solo ai loro compiti istituzionali ma all’intera comunità; Telecamere a circuito chiuso, per farne cosa? “….per prevenire atti nei confronti del sindaco…”; ma non finisce qui, anche le forze dell’Ordine intensificheranno la loro azione di prevenzione per la tutela del nostro primo cittadino. Mi sorge il sospetto che forse non sappiamo esattamente cosa si celi dietro all’episodio avvenuto in una via del centro cittadino, luogo ove è accaduta l’aggressione. Per si ampi provvedimenti ci deve esser dell’altro, perché a quanto pare il nostro sindaco è in grave pericolo, tant’è vero che è lui stesso a sollecitare la convocazione del comitato.

L’Assessore alla sicurezza, Sergio Cappella, individua i compiti: “….garantire la sicurezza dei dipendenti all’interno della struttura pubblica….lo faremo con due Vigili (Polizia Municipale)” mentre il sindaco sta pensando “….ad una riorganizzazione logistico funzionale che può venire utile anche in questo senso…”

Se poi si approfondisce l’articolo, pubblicato sul quotidiano di ieri si apprende che pistole semiautomatiche e munizionamento incamiciato, sono facilmente reperibili sul mercato legale ed in libera vendita.

Inutile dire che a questo punto abbiamo lasciato Matera la città più sicura d’Italia, ci ritroviamo in pochi mesi nel commento di provvedimenti da città di frontiera. Ripari che non hanno equivalente neanche nei comuni dove impera la mafia; tutele che non si pongono e chiedono sindaci che sfidano apertamente le organizzazioni criminali.

A fronte della mia esperienza di professionista del settore della sicurezza, che mi deriva da tanti anni di impegno lavorativo nella nostra città, ritengo opportuno che si debbano spegnere i riflettori sul tema e dire che tutto ciò è una vera e propria esagerazione. Credo che l’episodio accaduto al Sindaco Adduce vada stigmatizzato e rientri nei parametri del fatto occasionale che trova la sua logica nei meandri della contorta psiche del singolo individuo, del quale anche il nostro primo ministro è stato vittima. Di tali azioni non deve essere la comunità a subirne restrizioni e pesi economici, con le affermazioni e manovre della Giunta Adduce, non si fa altro che creare allarme sociale e preoccupazioni infondate.

Le emergenze sono altre, su quelle bisogna lavorare e credo che il primo compito del nostro sindaco, oltre che pensare alla sua tutela, sia quello di avviare l’ingrippata macchina amministrativa. In ultimo, ad apporto e partecipazione atte a tranquillizzare sia la cittadinanza ma, ancor più questa Amministrazione comunale, vorrei ricordare che per episodi pressocchè analoghi, nella passata consiliatura del Sindaco Buccico, si son verificate azioni di ben più ampia portata, gestiti con criterio e buon senso.

Di fatto la Casa Comunale è il teatro di frizioni e malumori, di chi gravato da mille problemi è lì per risposte e soluzioni che spesso tardano ad arrivare o, non giungeranno mai.

Noi consiglieri del PDL, oltre a essere fermamente in disaccordo con tali ampi e sproporzionati provvedimenti, produrremo una interrogazione urgente al fine di conoscere i costi in danno della comunità di cosiffatti ed esagerate misure.

 

Adriano Pedicini Consigliere del PDL

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