Il presidente Franco Stella sostiene
l’appello antinucleare del presidente della Regione Vito De Filippo
Matera, 19 febbraio 2010 – “La rivolta dei centomila di
Scanzano non è stata la difesa esasperata e campanilista di un territorio,
ma la risposta adeguata a un rischio reale di distruzione di una intera
regione.”
Non usa mezzi termini il presidente della Provincia di
Matera per esprimere e ribadire con chiarezza la posizione no alle
centrali della intera provincia: “Una certezza che intende rinforzare
lo scatto antinucleare a cui il presidente De Filippo ha dato voce con
passione e consueta lucidità argomentativa.”
“Davvero paradossale – ha proseguito Stella -
l’impugnativa del governo della legge regionale 1/2010, un atto che sembra
aver dimenticato i dettami costituzionali e, nello stesso tempo, sconfessa
la priorità di un governo che aveva messo al centro della propria agenda
il federalismo. A questo groviglio legislativo, frutto di
strumentalizzazioni sciocche e inefficaci, si affianca una inadeguatezza
allo scopo, l’ubicazione di centrali nucleari, in questa nostra terra.”
“In virtù del principio – ha concluso il presidente dell’Ente di
via Ridola - della chiarezza e della trasparenza intendiamo ribadire tutte
le buone ragioni per cui la Basilicata non può ospitare né impianti di
produzione, né tanto meno impianti di stoccaggio. Qui c’è un’agricoltura
tra le più moderne, innovative e prolifiche di Italia: il Metapontino; qui
il turismo significa sviluppo, con il suo mare, con i suoi Siti di
Importanza Comunitaria (solo in provincia di Matera sono in corso due
progetti di valorizzazione con fondi UE: ARUPA E PROVIDUNE); qui ci sono
le testimonianze archeologiche tra le più importanti del mondo; qui c’è un
popolo che appartiene alla sua terra e non vuole perire con essa.”