“Vivaldi per
Skanderbeg”. Presentato il progetto “Cartellonistica bilingue”
“I pilastri della
Provincia del futuro devono essere ben saldi dentro la terra e la cultura
di questa regione”. Lo ha dichiarato il Presidente della Provincia di
Potenza, Piero Lacorazza, concludendo questa mattina nella sala consiliare
di piazza Mario Pagano l’evento "Vivaldi per Skanderbeg", promosso dal
comitato per le celebrazioni Basilicata Arbereshe.
Nell’illustrare il
progetto ''Cartellonistica bilingue nei centri Albanofoni della provincia
'', finanziato dal Dipartimento per gli affari regionali per 50 mila euro,
promosso dalla Provincia (a cui la L.482/99 assegna delle competenze in
materia di tutela delle minoranze linguistiche) e finalizzato
all’installazione di cartelli stradali bilingue e di bacheche informative
in ciascun comune arberesche (Barile, Ginestra, Maschito, San Costantino e
San Paolo Albanese) e in prossimità delle scuole del capoluogo, Lacorazza
ha richiamato il valore dell’integrazione e del pluralismo culturale,
soprattutto in un momento storico in cui la cultura delle differenze
sprofonda sotto il macigno dell’invocazione della sicurezza.
“L’attuale processo di
globalizzazione – ha affermato – tende a cancellare le differenze,
unificando i modelli di consumo e favorendo l’affermarsi di processi
produttivi che schiacciano i profili identitari. In tale contesto, ci
sentiamo un po’ tutti minoranza, perché nel mare indistinto della
globalizzazione, confluisce il fiume delle diverse culture. Siamo una
regione che vive nel cuore del Mediterraneo in un contesto che offre
enormi opportunità ed abbiamo, dunque, ancor di più il dovere di
preservare minoranze e tradizioni, come un ancoraggio, un punto fisso
all’orizzonte, oltre che come una preziosa opportunità di sviluppo, in
grado di far crescere i piccoli numeri e di mettere in moto dinamiche
turistiche. Motore di questo percorso possono essere le scuole, che
inducendo le nuove generazioni a porsi interrogativi sulla propria storia,
possono diventare protagonisti di un programma complessivo di
valorizzazione delle minoranze”.
“Ad animare il
progetto “cartellonistica bilingue” c’è quindi – ha concluso il Presidente
- un’idea guida ben precisa che coniuga tre diverse necessità: far vivere
la cultura delle differenze, tutelare le minoranze linguistiche e
favorire un’offerta turistica integrata e dunque la crescita dei
territori. Da qui la decisione di quest’Amministrazione di accelerare la
realizzazione del progetto e di installare i cartelli anche davanti alle
scuole del capoluogo, dal momento che minoranze e tradizioni sono un
patrimonio di tutta la comunità lucana e rappresentano le fondamenta su
cui costruire il futuro, per scongiurare il rischio dell’ omologazione”.
Nell’ambito del
convegno, introdotto da Donato Michele Mazzeo, direttore responsabile e
Fondatore della rivista "Basilicata Arbéreshe" e dei quaderni, Giovanna
Campani, dell'Università degli studi di Firenze e autrice del libro
"Multiculturalità ed Immigrazione" ha relazionato sull’ opera di Vivaldi
sull’eroe Albanese Skanderbeg, rappresentata in occasione dell'apertura
del Teatro della
Pergola di Firenze.
Dopo i saluti del
sindaco di Ginestra Fabrizio Caputo e dell’assessore di Maschito …Colella,
che hanno insistito sulla necessità di rivedere la legge regionale in
materia per preservare una minoranza linguistica che rischia concretamente
di estinguersi, Liliana Allamprese, dirigente dell’Istituto comprensivo
di Forenza-Maschito, si è soffermata sul progetto biennale “arbereshe in
rete”, finalizzato proprio a diffondere tra gli allievi la conoscenza
della lingua e della cultura Arbereshe.
Stessa finalità ha il
progetto “Lo cunto de li cunti - Pёralla pёrallavet”, un festival della
cultura orale promosso e illustrato dalla professoressa Lorenza Colicigno,
con l'obiettivo, grazie anche all’aiuto della rete (http://locuntodelicunti.ning.com),
di mettere in circolo una tradizione novellistica molto viva nei paesi
albanofoni e in Basilicata in genere.
In riferimento al progetto il Presidente Lacorazza ha ribadito la
necessità di sistematizzare il grande patrimonio orale e documentario che
esiste nel territorio - utilizzando come punto di riferimento anche
l’archivio storico della Provincia, 150 anni di storia che torneranno a
brillare nel 2010 - per costruire un portale della memoria. Ovvero uno
strumento in grado di accompagnare la ricostruzione storico-documentale
con la straordinaria forza del racconto e dell’emozione. (r.s.)